The Boys 5 recensione: perché il gigante di prime video è crollato all’ultimo miglio
Le avvisaglie erano già presenti da tempo, ma il quadro finale della stagione ha raggiunto un livello di criticità che non lascia spazio a interpretazioni benevole. L’ultima annata di The Boys chiude un percorso durato 7 anni e, invece di trasformare le tensioni accumulate in un’evoluzione coerente, intensifica scelte narrative e strutturali che si rivelano errate o imbarazzanti. Nonostante alcuni elementi mantengano una presa immediata sul pubblico, l’insieme produce l’impressione di un epilogo depotenziato, incapace di restituire la qualità attesa da una conclusione di tale portata.
the boys 5: resistenza contro patriota e scenario post-stagione 4
La stagione prende avvio circa un anno dopo la fine della quarta annata, in una condizione distante dalla consueta “comfort zone” della serie. Patriota (Antony Starr) mantiene un controllo completo e maniacale sul Paese. Annie (Erin Moriarty) guida una scarna resistenza nel tentativo disperato di contrastarlo. Butcher (Karl Urban) risulta disperso, mentre parte del gruppo principale è in procinto di essere condannato a morte in uno dei campi di concentramento firmati Vought.
In questo contesto, l’onere di riunire le forze e porre fine al conflitto ricade sui protagonisti, prima che Patriota arrivi a una definitiva divinizzazione. Sul piano della scorrevolezza, i punti di forza non vengono azzerati: le puntate continuano a scorrere con una certa facilità e mantengono il gusto per la violenza esagerata e per la satira, elevata a standard molto alti. La premiere, ad esempio, offre un campo di concentramento ricco di dettagli e di rimandi polemici legati all’America contemporanea.
the boys 5: momenti riusciti e impatto emotivo nel mezzo del trash
La quinta stagione riesce comunque a intrattenere e conserva quella capacità rara di alternare lo sfrontato tono trash dei set piece a passaggi con impatto emotivo. Due momenti in particolare si distinguono in modo netto: si tratta di chiusure di caratterizzazione considerate di notevole livello. La stagione, nel complesso, conferma quindi una competenza nel generare scenari assurdi, macabri e divertenti.
due picchi narrativi tra set piece e finali di personaggio
I passaggi più convincenti emergono proprio come punti focali della stagione: non fungono solo da anticipazioni o esempi preliminari, ma rappresentano i momenti salienti nel flusso complessivo degli episodi. Questa efficacia, tuttavia, non compensa l’asimmetria tra ciò che funziona e ciò che rimane debole.
the boys 5: incoerenze, dialoghi fuori contesto e storyline senza conseguenze
Il resto degli episodi si avvicina a un quadro più problematico, popolato da difficoltà vecchie e nuove. Tra i nodi ricorrenti compare l’idea di un cambio di rotta drastico seguito da un immediato ritorno allo status quo, senza conseguenze rilevanti. A questo si aggiungono conversazioni percepite come fuori luogo, soprattutto considerando posta in gioco e tempistiche stringenti: i dialoghi tra Annie e Hughie risultano scollegati dalla realtà della situazione.
Particolare attenzione è riservata anche a scelte ritenute guidate da escamotage troppo triviali, tanto da rendere evidente il “perché” non siano state applicate prima. Le storyline secondarie vengono indicate come prive di legami o ripercussioni sulla trama principale: tra gli esempi citati rientrano Abisso e Noir, presentati come un caso emblematico. In aggiunta, alcuni plot point vengono considerati ripetuti fino a perdere efficacia, come se la natura non “virtuosa” di Butcher non fosse più una sorpresa dopo quasi 40 episodi.
gen v e vought rising: collegamenti percepiti come fastidio e spot forzato
Il punto che pesa maggiormente viene associato a due elementi capaci di attraversare lo show come presenze persistenti: Gen V (e i suoi collegamenti) e Vought Rising. Il modo in cui i personaggi e i legami con lo spin-off vengono gestiti appare spiazzante, perché la vicinanza con Gen V viene interpretata come un disturbo più che come una naturale integrazione. L’uso dei protagonisti viene descritto come altalenante: indicati per un tempo come possibili soluzioni, poi messi in secondo piano e ridimensionati non appena entrano davvero in scena.
Accanto a questo, viene sollevato un nodo ancora più specifico riguardo a Vought Rising, prequel incentrato sulle gesta di Soldatino e del suo team. L’aspettativa, nel contesto di uno storytelling che può lasciare spazio a passaggi di consegne o accenni rilevanti, non viene negata. Il problema individuato riguarda invece la sproporzione: quasi due episodi, equivalenti a un quarto della stagione finale, vengono descritti come un vero e proprio spot pubblicitario per un’altra produzione, con legami minimi e considerati forzati rispetto alla trama principale.
tempo di schermo sottratto a una chiusura definitiva
Nel bilancio complessivo, l’importanza delle puntate dedicate passa in secondo piano: anche quando contengono sezioni capaci di intrattenere o momenti emotivi e dolorosi, il messaggio non riesce a essere filtrato. Per una stagione conclusiva, costruita sul lungo periodo del pubblico che segue il progetto da 7 anni, dedicare ore all’hype per uno spin-off o per un altro telefilm viene percepito come una deviazione dalla nuova normalità attesa da un’uscita di scena.
the boys 5: mancanze di rispetto verso la storia e il pubblico
Le criticità, considerate ripetute anche durante il percorso precedente, arrivano tutte insieme nell’ultima stagione e riducono sensibilmente la qualità complessiva. Il fallimento viene associato a una perdita di contatto con la storia: al centro finisce un equilibrio satirico e ironicamente orientato a logiche corporate, descritto come distante dal punto di forza della serie, individuato nella mediazione tra i suoi estremi. La stagione, nel suo insieme, risulta quindi incapace di trasformare la conclusione dell’epopea in una chiusura all’altezza, nonostante la presenza di alcuni momenti davvero memorabili.
personaggi principali citati
- Antony Starr (Patriota)
- Erin Moriarty (Annie)
- Karl Urban (Butcher)
- Soldatino
- Sage
- Hughie
- Ryan
- Marie
- Gen V (collegamenti e protagonisti)
- Noir
- Abisso
- Vought Rising (prequel con Soldatino e il suo team)


