The Boys 5, l’autore attacca i fan: state guardando la serie sbagliata

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The Boys 5, l’autore attacca i fan: state guardando la serie sbagliata

La quinta stagione di The Boys è entrata nella fase finale, con il pubblico sempre più vicino al punto di chiusura della storia. Man mano che l’orizzonte del finale si avvicina, le reazioni online hanno iniziato a concentrarsi su aspetti specifici: alcuni spettatori hanno individuato episodi percepiti come “riempitivi” e hanno segnalato, in particolare, momenti ritenuti poco incisivi sullo sviluppo complessivo della trama. Le critiche hanno toccato soprattutto scelte narrative e ritmo, dando spazio a discussioni riguardanti la forma assunta da alcune puntate.

the boys quinta stagione: critiche su filler e mancanza di avanzamento

Nel corso di questa fase, diversi spettatori hanno definito alcuni episodi “filler”, sostenendo che, a loro avviso, la serie non stia procedendo con un avanzamento sostanziale della storyline. La conversazione ha messo al centro, in particolare, l’impatto percepito di alcune puntate sul quadro narrativo generale.

episodio quattro the boys: missione a fort harmony e ricerca di v-one

La critica più ricorrente ha riguardato il quarto episodio della stagione. I fan lo hanno descritto come “inconcludente”, evidenziando una costruzione centrata su una missione fallimentare a Fort Harmony con l’obiettivo di cercare V-One.

episodio cinque the boys: focus su personaggi e narrazione a punti di vista alternati

Per la quinta puntata, il giudizio del pubblico è stato collegato a una scelta diversa: l’episodio avrebbe posto maggiormente al centro i personaggi, adottando una narrazione a punti di vista alternati. In questo modo la messa in evidenza risulterebbe più intensa per figure come Firecracker e Black Noir.

risposta di eric kripke: sviluppo dei personaggi come priorità narrativa

Con l’avvicinarsi della conclusione della stagione, lo showrunner Eric Kripke ha risposto alle osservazioni sollevate online. In dichiarazioni a TV Guide, Kripke ha collegato la struttura degli episodi a un principio di scrittura preciso: senza un approfondimento dei personaggi, gli eventi rischiano di perdere rilevanza.

nessun evento conta senza approfondimento: il punto della scrittura

Lo showrunner ha evidenziato che gli eventi delle ultime puntate non avrebbero lo stesso peso se non venissero sostenuti da un lavoro di caratterizzazione: “Nessuno degli eventi degli ultimi episodi avrà importanza se non si approfondiscono i personaggi”. Secondo Kripke, l’insoddisfazione online emersa riguarda l’aspettativa di grandi momenti spettacolari distribuiti di continuo, ma la serie non sarebbe costruita secondo quella logica.

limiti di budget e rischio di episodi vuoti

Kripke ha indicato anche un aspetto pratico: non è possibile permettersi sempre grandi scene d’azione. In aggiunta, secondo la sua impostazione, un eccesso di spettacolo fine a sé stesso renderebbe la narrazione vuota e noiosa, trasformandola in semplice movimento privo di significato. L’attenzione, quindi, resterebbe orientata al valore delle scelte narrative e alla loro funzione all’interno dell’evoluzione dei personaggi.

episodi “riempitivi” secondo kripke: una conseguenza della programmazione settimanale

Lo showrunner ha poi chiarito che l’idea di realizzare puntate riempitivi non sarebbe mai stata presente nella fase di scrittura. Kripke ha spiegato che la sensazione di “poca trama” potrebbe essere collegata alle dinamiche della programmazione settimanale, in cui l’attesa tra un episodio e l’altro può amplificare la percezione di assenza di avanzamento.

dovere verso i personaggi e umanizzazione delle storie

Nel descrivere l’approccio creativo, Kripke ha ribadito che la scrittura mira a coinvolgere un numero ampio di figure principali, citando circa 14 o 15 personaggi. Da qui deriva, secondo la sua visione, un dovere legato alla natura del mezzo televisivo: la serie deve sviluppare, umanizzare e dare spessore alle storie di ciascuno.

enorme evoluzione in ogni episodio: “non è successo niente” è una lettura incompleta

Kripke ha sottolineato che, anche quando le azioni non sembrano direttamente collegate a sviluppi della trama, gli episodi portano comunque a un’enorme evoluzione dei personaggi. Ha contestato l’interpretazione basata su una lettura superficiale, riassunta nell’idea: “Non è successo niente!”. Nella sua impostazione, la domanda diventa: “Non è successo niente, cosa?”, perché sarebbero accadute cose incredibili e con una portata significativa.

oltre lo scontro: rifiuto della sola logica “pew, pew”

Lo showrunner ha chiarito anche il messaggio legato alle aspettative del pubblico: non si tratta esclusivamente di scontri rappresentati come successione di colpi. Ha affermato che chi cerca unicamente quella tipologia di intrattenimento dovrebbe guardare un prodotto diverso, perché The Boys avrebbe un impianto orientato a conseguenze, caratteri e peso narrativo.

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