Carolina Crescentini attacca: faccio più provini degli uomini e vengo pagata meno
La parità di genere nello spettacolo resta un traguardo ancora non pienamente raggiunto, e Carolina Crescentini lo ha ribadito con parole dirette durante Creuza de Mà - Musica per Cinema, festival svoltosi in Sardegna dedicato alla musica per il cinema. Nel corso dell’incontro l’attrice romana ha toccato il tema del divario tra uomini e donne, raccontando anche come cambino l’attenzione e i meccanismi di lavoro tra teatro e cinema, oltre ai pregiudizi che continuano a incidere sulla carriera.
parità di genere e divario retributivo nel mondo dello spettacolo
Secondo Carolina Crescentini, la disparità non riguarda soltanto il contesto generale, ma si manifesta concretamente anche nel settore della recitazione. L’attrice ha affermato di ritenere di dover svolgere più provini rispetto ai colleghi uomini, aggiungendo inoltre la convinzione di essere pagata meno a parità di popolarità e di altri fattori considerati rilevanti.
Le parole pronunciate pongono l’accento su una necessità percepita come imprescindibile: lottare. Crescentini ha infatti concluso che, per le ragazze, il percorso passa attraverso la tenacia, richiamando la persistenza del divario retributivo come elemento non superato.
teatro e cinema: differenze di attenzione e percezione
il cinema “spia” e il teatro lascia margini
Nel dialogo, l’attrice ha affrontato anche il mestiere dell’attore, descrivendo le distinzioni tra teatro e cinema. L’osservazione centrale riguarda il modo in cui lo sguardo del pubblico si traduce in attenzione tecnica: il grande schermo richiede un livello di presenza differente.
Secondo Crescentini, a teatro lo spettatore in ultima fila non osserva allo stesso modo, mentre al cinema la telecamera crea un rapporto più intenso: il pubblico guarda fisso e “becca tutto”.
libertà nel personaggio e rapporto con i ruoli
Il confronto con le figure interpretate diventa anche un modo per esplorare il proprio lavoro. Crescentini ha raccontato come ogni personaggio offra la possibilità di conoscersi meglio e di superare limiti collegati alla vita quotidiana. Al centro della riflessione compare l’idea che l’essere umano abbia spesso un’ossessione legata al piacere agli altri.
Nel lavoro attoriale, invece, secondo l’attrice emerge un margine di autonomia: l’attore può essere anche considerato sgraziato o orrenda, ma il personaggio svolge un ruolo di tutela, rendendo l’interpretazione più libera.
pregiudizi e carriera: una lotta che continua
Ripensando ai suoi oltre vent’anni di attività, Carolina Crescentini ha riconosciuto che il confronto con alcuni pregiudizi non si è esaurito. L’attrice ha detto di combattere ancora con condizionamenti e giudizi, citando anche il riferimento a Boris nella forma del “santo Boris” come presenza capace di incidere nel bene e nel male.
Per Crescentini il lavoro non è mai privo di difficoltà: non si arriva mai una volta per tutte. La strada può rivelarsi più tortuosa, ma l’attrice ha ribadito la volontà di continuare a lottare, sottolineando che l’impegno e la crescita personale vengono portati avanti con consapevolezza e senza scorciatoie legate al riconoscimento o a contatti esterni.
personaggi e lavori citati
Elenco delle principali personalità e opere menzionate:
- Carolina Crescentini
- Corinna Negri
- Boris
- Creuza de Mà - Musica per Cinema


