Calendario dei preti belli Giovanni Galizia non è un prete: chi è e perché fa discutere

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Calendario dei preti belli Giovanni Galizia non è un prete: chi è e perché fa discutere

Per oltre vent’anni il ritratto di un uomo è comparso sulle copertine del “calendario dei preti belli”, trasformandosi in un oggetto da cercare tra edicole e bancarelle romane. L’immagine, però, racconta solo in parte: il riferimento religioso suggerito dallo scatto non coincide con la realtà biografica della persona raffigurata, aprendo un varco tra fama, equivoci e ricostruzioni nate attorno a quell’iconografia.

Il protagonista dietro quel volto si chiama Giovanni Galizia, ha 39 anni, è siciliano e non ha mai svolto davvero il ruolo del sacerdote. Di professione fa l’assistente di volo per una compagnia spagnola, dove si occupa anche della formazione e del coordinamento degli equipaggi.

giovanni galizia e il calendario dei preti belli: ruolo e identità

Il volto legato al calendario non deriva da una vita religiosa. Galizia ha spiegato che il suo percorso non ha mai previsto l’ingresso nelle dinamiche ecclesiastiche, restando legato a un lavoro tecnico e operativo nel settore dell’aviazione. La fotografia, arrivata a girare come simbolo di un immaginario “sacro”, è stata in realtà una produzione legata a un progetto con finalità diverse.

La presenza del soggetto sul calendario ha finito per alimentare percezioni contrastanti, perché lo scatto lo mostra in posa con abito talare e cappello a falda larga. Nella narrazione comune, quell’abbigliamento ha assunto un peso identitario che, secondo quanto ricostruito, non corrisponde alla sua esperienza personale.

la vera storia dietro la fotografia: da un progetto identitario a roma

La storia del ritratto è stata raccontata tramite un’intervista a La Repubblica, poi ripresa nel salotto di Caterina Balivo all’interno di La Volta Buona. Galizia ha riferito che la foto è stata scattata quando aveva 17 anni e nasce da un progetto fotografico dedicato all’identità delle città italiane.

Nel progetto, per ciascuna città erano previste figure simboliche: per Venezia il riferimento erano i gondolieri; per Roma i sacerdoti. Galizia ha accettato di partecipare all’iniziativa “anche per gioco”, ma la posa è avvenuta davanti alla chiesa del Gesù di Casa Professa, indicata come location scelta per lui, senza che il contesto corrispondesse a un’aderenza piena alla Capitale così come suggerito dal prodotto finale.

Secondo la ricostruzione, non solo lui non era un religioso, ma anche lo sfondo non sarebbe quello che l’idea del calendario lascia intendere. A rafforzare i dubbi, Galizia ha dichiarato inoltre che almeno un altro dei dodici volti non sarebbe un vero sacerdote, aumentando il sospetto che dietro l’operazione editoriale ci sia una messa in scena più ampia di quanto immaginato da chi compra il calendario.

fama e gestione delle ambiguità: cosa dice la persona ritratta

Nel raccontare la sua notorietà, Galizia ha descritto la fama “sacra” come una curiosità, non come un canale economico. All’epoca avrebbe firmato una liberatoria e, ancora oggi, non avrebbe una copia del calendario. Con il fotografo avrebbe mantenuto un rapporto di amicizia e avrebbe sempre escluso l’ipotesi di pretendere compensi legati alle vendite.

Per quanto riguarda l’immagine pubblica online, ha indicato di non aver alimentato ambiguità: nei suoi profili avrebbe sempre comunicato in modo chiaro il lavoro reale e la provenienza palermitana. Ha inoltre dichiarato di non essere entrato nel mondo della moda.

fake news religiose ed equivoci pubblici: gli effetti collaterali

Nonostante le precisazioni, restano le storie nate intorno a quel ritratto. Galizia ha ricordato con divertimento e fastidio articoli e post che lo descrivevano come ex spacciatore “folgorato sulla via della fede”, oppure che lo trasformavano in oggetto di fake news religiose. Il fenomeno avrebbe avuto anche ricadute sul lavoro, tanto da richiedere spiegazioni fornite sul posto.

Il risultato è un accumulo di narrazioni parallele: la fotografia, pensata come componente di un progetto più ampio, è stata riassorbita dal pubblico in un racconto semplificato e stereotipato, con conseguenze amplificate dalla diffusione sui social.

stato personale: informazioni dichiarate e quadro attuale

Sul piano personale, già nel 2022 Galizia si era dichiarato fidanzato e senza figli. Nella ricostruzione riportata, la situazione descritta pubblicamente non sembrerebbe cambiata.

La sintesi che emerge dalla sua versione dei fatti rimette ordine all’immagine del “prete più bello d’Italia”: il volto noto resta quello di un assistente di volo siciliano, mentre il calendario romano viene inquadrato come soprattutto un esercizio di marketing che ha sfruttato una cornice visiva capace di generare attenzione e mito.

personaggi citati nel racconto

  • Giovanni Galizia
  • Caterina Balivo
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