Valentino Garavani è morto a 93 anni: addio allo stilista leggendario

Giampiero Colossi • Pubblicato il 19/01/2026 • 4 min

Il mondo del glamour saluta una figura che ha segnato in modo indelebile la storia della couture. Roma, città che ha accolto la sua creatività come una casa e un rifugio, è il luogo in cui è venuto a mancare Valentino Garavani all’età di 93 anni. Il suo stile ha attraversato decenni, diventando un linguaggio universale di eleganza che ha parlato a generazioni diverse, ben oltre i confini della moda.

valentino garavani: icona della moda internazionale

le origini e la formazione

nato a voghera nel 1932, Valentino ha coltivato fin da bambino l’interesse per bellezza, colore ed estrema raffinatezza. Un episodio, narrato più volte dallo stesso stilista, racconta di un’emozione osservata all’Opéra di Barcellona, quando un gruppo di signore vestite di rosso lo conquistò: da quel momento, il rosso divenne il suo segno distintivo, destinato a diventare il celebre rosso Valentino.

Dopo gli studi iniziali a Milano, nel 1949 intraprese un percorso formativo a Parigi, presso l’École des Beaux‑Arts e la Chambre Syndicale de la Couture Parisienne. Il talento si fece notare fin dall’inizio, culminando nella vittoria del Woolmark Prize. L’apprendistato negli atelier di Jean Dessés e Guy Laroche contribuì a forgiarne la cifra stilistica, incentrata sulla couture francese e su una costruzione impeccabile dei tagli.

la stagione internazionale e il ritorno a roma

Nel 1959, a 27 anni, scelse di tornare in Italia, stabilendosi a Roma per fondare la propria casa di moda. La capitale era allora il crocevia dell’alta moda italiana, e il sogno di Valentino trovò terreno fertile per crescere. Nel 1967 sorprende con una collezione interamente bianca, presentata in un contesto dominato da toni psichedelici, segnando una svolta che consolidò la sua posizione tra i grandi della scena internazionale.

la clientela e l’impatto mediatico

Col tempo, l’atelier divenne una meta per dive, aristocratiche e first lady. Tra le presenze più celebri si distingue Jacqueline Kennedy Onassis, mentre l’elenco delle star è lungo: Elizabeth Taylor, Sophia Loren, Julia Roberts, Naomi Campbell e Gwyneth Paltrow. Sei attrici hanno conquistato l’Oscar indossando creazioni firmate Valentino, a testimonianza di quanto il suo stile sia stato associato al cinema e all’immaginario dello spettacolo. Il suo approccio non vestiva semplicemente corpi, ma valorizzava la personalità di ciascuna donna, rendendola sentire incredibilmente bella.

l’atelier, l’amicizia creativa e l’eredita

Un punto cruciale della storia di Valentino è la partnership con Giancarlo Giammetti, avviata nei primi anni Sessanta a Roma. L’unione tra creatività e gestione ha reso possibile costruire uno degli imperi più solidi e longevi della moda italiana, fondato su una sinergia che ha guidato l’azienda lungo decenni di successi.

Nel 1998 il marchio Valentino fu ceduto al gruppo Marzotto per 300 milioni di dollari, pur rimanendo alla guida creativa della maison. Nel 2007, spinto anche dall’azienda, decise di ritirarsi dalla scena pubblica, con addio celebrato da eventi a Roma e da una mostra all’Ara Pacis, accompagnata da una sfilata memorabile dai toni delicati. Il documentario Valentino – The Last Emperor (2009), diretto da Matt Tyrnauer, rivelò sfaccettature intime della vita del maestro e contribuì a rafforzare l’affetto del pubblico.

Con il passare degli anni, la direzione creativa della maison fu affidata a figure di lunga data: Alessandra Facchinetti, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli, oggi alla guida dell’insieme degli abiti e degli accessori. In assenza di passerelle, Valentino rimase presente attraverso la sua immagine e la presenza costante agli eventi, fino all’ultima immagine pubblica: un uomo anziano, avvolto da un abbraccio di chi aveva lavorato con lui per decenni, simbolo di una leadership che ha segnato generazioni.

La sua eredità resta legata all’idea che lo stile possa rappresentare sogni e bellezza senza tempo. Il rosso, la maestria sartoriale e la capacità di valorizzare la personalità di chi indossa le sue creazioni restano elementi centrali di una storia che continua a influenzare il modo di pensare la moda e la bellezza.

Ospiti e protagonisti citati nel racconto:

  • Jacqueline Kennedy Onassis
  • Elizabeth Taylor
  • Sophia Loren
  • Julia Roberts
  • Naomi Campbell
  • Gwyneth Paltrow
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