The walking dead: perché i personaggi non chiamano mai zombie i non morti
In The Walking Dead esiste una particolare regola linguistica che distingue il mondo della serie dalla realtà dello spettatore: le creature risorte dalla morte non vengono mai chiamate “zombie” nei dialoghi. Il termine più conosciuto è assente dalle conversazioni dei sopravvissuti, che devono descrivere il pericolo attraverso parole nate direttamente dalla loro esperienza.
The Walking Dead e l’assenza della parola “zombie”
Rick, Daryl, Michonne e gli altri personaggi affrontano continuamente esseri umani morti tornati a camminare, guidati dall’istinto di aggredire i vivi. Nonostante la natura delle creature sia evidente, nessuno utilizza il termine “zombie” per identificarle. La definizione più ricorrente è “walker”, una parola legata al loro modo di muoversi e ripresa anche dal titolo della serie.
Nel corso degli episodi compaiono anche altre espressioni, tra cui “biters”, “roamers” e “i morti”. Queste denominazioni non derivano da una cultura preesistente sugli zombie, ma dalla necessità dei sopravvissuti di trovare termini adatti a una minaccia completamente nuova.
Il motivo della scelta di Robert Kirkman
Robert Kirkman ha spiegato che, nell’universo narrativo di The Walking Dead, la cultura sugli zombie non è mai esistita. Film, libri, serie televisive e videogiochi dedicati ai morti viventi non fanno parte della storia di quel mondo. Di conseguenza, i personaggi non possiedono conoscenze già acquisite sul fenomeno e non possono riconoscerlo attraverso una definizione familiare.
Questa impostazione modifica il modo in cui i protagonisti affrontano l’emergenza. Invece di applicare regole già note, devono osservare, comprendere e sperimentare. Le loro conoscenze si sviluppano progressivamente, spesso attraverso errori che comportano conseguenze molto gravi.
Le regole del genere zombie nella serie televisiva
La narrativa dedicata agli zombie ha abituato il pubblico a determinati comportamenti e procedure: riconoscere un morto vivente, evitarlo e individuare il modo più efficace per eliminarlo. Kirkman ha scelto di impedire ai protagonisti di partire con questo vantaggio.
Nessun personaggio può comportarsi come se avesse già visto un film di George Romero o conoscesse in anticipo le caratteristiche degli zombie. In questo modo, la minaccia resta realmente sconosciuta e il termine “walker” appare come una definizione sviluppata all’interno della comunità dei sopravvissuti.
La differenza tra fumetti e serie televisiva
Nei fumetti di The Walking Dead la parola “zombie” compare, creando una differenza significativa rispetto all’adattamento televisivo. Nelle prime storie Glenn usa il termine parlando con Rick, mentre in seguito anche Rick lo pronuncia.
Non è stata fornita una spiegazione ufficiale per questa variazione. L’adattamento televisivo potrebbe avere applicato in modo più rigoroso la regola stabilita per il proprio universo narrativo, mantenendo il termine fuori dai dialoghi dei personaggi.
La parola “zombie” nelle sceneggiature
Il termine non è proibito durante la produzione della serie. Può essere utilizzato per indicare le creature nelle sceneggiature, nelle descrizioni delle scene e nelle comunicazioni produttive. La limitazione riguarda soprattutto i personaggi, che non devono chiamare “zombie” gli esseri che affrontano.
Per gli spettatori, invece, non esiste alcun vincolo: le creature possono essere identificate liberamente come zombie. Nel mondo narrativo di Rick vengono chiamate soprattutto walkers, ma anche biters, roamers o semplicemente morti.
Personaggi principali legati alla vicenda
- Rick
- Daryl
- Michonne
- Glenn
- Robert Kirkman
- George Romero


