The walking dead: dead city 3, la recensione della stagione più deludente della serie

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The walking dead: dead city 3, la recensione della stagione più deludente della serie

The Walking Dead: Dead City arriva alla terza stagione con una scelta radicale: abbandonare quasi completamente le conseguenze degli eventi precedenti e ripartire da una situazione narrativa profondamente diversa. L’assenza dei difetti più ricorrenti del franchise non coincide con un miglioramento effettivo, perché la serie sembra rinunciare alla costruzione di una trama organica e coerente.

The Walking Dead: Dead City 3 e la cancellazione degli eventi precedenti

Le prime puntate si distinguono per il modo in cui **ridimensionano o eliminano rapidamente gli sviluppi della seconda stagione**. Hershel, precedentemente influenzato dalla Dama, torna quasi subito accanto a Maggie senza che il suo percorso riceva una reale conclusione. Anche il Croato, liberato da vincoli e potenzialmente pronto a seminare il caos a Manhattan, viene estromesso dalla storia in modo sbrigativo.

La Dama conserva l’ambizione di ricostruire il proprio potere, ma i suoi tentativi si esauriscono in poche scene. La minaccia rappresentata da New Babylon e dall’interesse per le riserve di metano viene invece risolta fuori campo. Le prime due puntate comunicano con chiarezza che quasi nulla di quanto accaduto prima avrà un peso significativo, sostituendo le possibili conseguenze con una brusca rimozione degli ostacoli narrativi.

La trama della terza stagione tra ripetizione e frammentazione

La nuova direzione segue Maggie nel tentativo di rendere Manhattan vivibile insieme a un gruppo di sopravvissuti. Si tratta di un’idea inedita per il franchise, ma la sua evoluzione viene raccontata in modo discontinuo. La crescita della comunità non viene mostrata attraverso un percorso graduale: spesso è riassunta in **montaggi collocati all’inizio degli episodi**, privando la vicenda di sviluppo e partecipazione emotiva.

Negan rimane nella storia senza una funzione realmente definita. Il personaggio trascorre molto tempo nel bar dell’amico Dillard, mentre la sceneggiatura fatica a trovare una motivazione convincente per giustificarne la presenza. Il rapporto tra lui e Maggie continua a cambiare direzione, ma **l’evoluzione appare priva di preparazione, logica interna e adeguato sostegno drammaturgico**.

Un insieme di generi e riferimenti senza una direzione precisa

Gli episodi si concentrano soprattutto su situazioni autonome e occasionali, separate dalla trama principale. Una puntata è ambientata quasi interamente in un ospedale alle prese con un’emorragia di pazienti e richiama atmosfere proprie di altri medical drama. Altri momenti introducono disastri naturali, emergenze e dilemmi morali, con richiami a serie televisive di grande popolarità e alla tradizione della fantascienza.

Il risultato è una produzione trasformata in **un assemblaggio irregolare di idee provenienti da filoni diversi**, tenuto insieme più dalla presenza dei personaggi ricorrenti che da una vera storia. Anche l’episodio ambientato in una realtà alternativa, dove l’epidemia zombie non si è mai verificata, accentua la sensazione di dispersione e allontana ulteriormente la serie dalla sua identità originale.

Un finale privo di costruzione e di tensione

Soltanto verso la conclusione la stagione prova a recuperare una parvenza di trama principale, introducendo quasi dal nulla un nuovo antagonista. Le sue motivazioni restano poco chiare, così come le ragioni che spingono numerose persone a seguirlo. La mancanza di una preparazione narrativa impedisce al climax finale di risultare appagante e rende difficile percepire la chiusura delle diverse storyline.

Anche gli elementi che in passato avevano garantito qualche momento efficace vengono indeboliti. Gli zombie hanno un ruolo marginale e il fenomeno della trasformazione dei morti viene persino dimenticato in alcuni passaggi. Scene e dialoghi tendono a ripetersi, tornando sugli stessi argomenti senza produrre sviluppi significativi. Ne deriva una terza stagione nella quale **nessuna componente riesce a funzionare pienamente**, mentre in più occasioni manca persino un tentativo concreto di darle una direzione solida.

Personaggi e interpreti principali

La stagione ruota soprattutto attorno a Maggie e Negan, affiancati da figure già presenti o introdotte negli sviluppi ambientati a Manhattan.

  • Maggie, interpretata da Lauren Cohan
  • Negan, interpretato da Jeffrey Dean Morgan
  • Hershel, interpretato da Logan Kim
  • La Dama, interpretata da Lisa Emery
  • Il Croato, interpretato da Zeljko Ivanek
  • Dillard, interpretato da Jimmi Simpson
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