The last of us 3: 3 errori commettere per conquistare i fan
La terza stagione di The Last of Us sembra destinata ad assumere un ruolo decisivo nel completamento della storia ispirata al videogioco. Le dichiarazioni di Neil Druckmann e di Casey Bloys, responsabile di HBO, hanno rafforzato l’ipotesi che il prossimo capitolo possa essere anche l’ultimo, nonostante in origine fosse stata considerata la possibilità di arrivare a una quarta stagione. Con un solo ciclo di episodi ancora disponibile, l’adattamento di The Last of Us: Parte 2 dovrà preservare l’equilibrio narrativo e il peso emotivo dell’opera videoludica.
The Last of Us 3 e il punto di vista di Abby
Uno degli aspetti più delicati riguarda la gestione della storia di Abby. Il secondo videogioco non propone una contrapposizione semplice tra una protagonista positiva e un’antagonista negativa: la narrazione alterna i punti di vista di Ellie e Abby, senza privilegiare completamente nessuna delle due.
Entrambe sono condizionate dalla brutalità del mondo in cui vivono, entrambe compiono scelte discutibili e ciascuna possiede motivazioni comprensibili. Il pubblico non viene chiamato a emettere una sentenza, ma ad assistere agli eventi assumendo il ruolo di testimone.
Una stagione interamente concentrata su Abby, seguita da un quarto capitolo dedicato alla parte conclusiva del videogioco, avrebbe offerto maggiore spazio per sviluppare ogni passaggio. Se la terza stagione sarà davvero l’ultima, la sezione dedicata ad Abby dovrà essere raccontata senza eccessive semplificazioni o dilatazioni, mantenendo intatta la sua funzione nella storia.
The Last of Us 3 e le nuove storie originali
Le prime due stagioni hanno trovato alcuni dei momenti più apprezzati negli episodi completamente originali rispetto al videogioco oppure nati dall’espansione di dettagli soltanto accennati nel materiale di partenza.
La terza stagione dovrebbe quindi conservare questa capacità creativa, riuscendo a inserire almeno una nuova vicenda inedita anche all’interno di un arco narrativo più ristretto. Il tempo limitato non dovrebbe impedire alla serie di sviluppare un episodio o una linea narrativa capace di ampliare l’universo di The Last of Us senza alterarne il nucleo.
The Last of Us 3 oltre la divisione tra buoni e cattivi
La complessità morale rappresenta un elemento centrale di The Last of Us: Parte 2. Presentare Abby soltanto come la nemica di Ellie, raccontandone le origini per poi riportare rapidamente l’attenzione sulla vendetta della protagonista, ridurrebbe l’efficacia del conflitto e indebolirebbe il significato dell’adattamento.
Il pubblico dovrà poter comprendere le ragioni e gli errori di entrambe, sviluppando un coinvolgimento comparabile nei confronti di Ellie e Abby. Solo mantenendo questa ambiguità sarà possibile conservare il valore fisico ed emotivo del finale ambientato sulla spiaggia, uno dei passaggi più importanti della storia.


