The Boys, Stranger Things e Game of Thrones: quale finale ha deluso di più

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The Boys, Stranger Things e Game of Thrones: quale finale ha deluso di più

Dire addio a una serie TV amata è spesso un passaggio delicato, ma negli ultimi anni alcuni titoli hanno lasciato dietro di sé un’eco polemica molto evidente. Quando i finali arrivano, la reazione del pubblico tende a misurarsi soprattutto sull’allineamento tra aspettative e risultati. In tre casi specifici, la discussione online ha riscontrato un punto in comune: i percorsi narrativi non hanno mantenuto il ritmo e la coerenza che avrebbero dovuto sostenere fino alla chiusura.

finali deludenti: game of thrones, stranger things e the boys

Game of Thrones, Stranger Things e The Boys sono serie TV concluse negli anni più recenti e, per motivi differenti, hanno attirato un’attenzione straordinaria sul web proprio nel momento in cui si è passati all’epilogo. Il dato ricorrente non riguarda soltanto la trama o le scelte narrative, ma un problema di ritmo percepito in modo trasversale dagli spettatori.

Il filo conduttore, infatti, è legato a come ciascuna serie ha gestito la progressione delle stagioni: andamenti altalenanti, presenza di episodi ritenuti poco necessari e situazioni la cui traiettoria era meno sorprendente del previsto. Questo insieme di elementi ha reso più difficile accettare la chiusura senza attrito, soprattutto dopo il grande coinvolgimento maturato nel corso delle stagioni precedenti.

game of thrones: tre temi complessi compressi in una manciata di episodi

Nel caso di Game of Thrones, la conclusione ha dovuto confrontarsi in poco tempo con tre grandi questioni e decisamente stratificate: il Re della notte, Daenerys che attraversa una fase di perdita del controllo e Cersei chiamata a fare i conti con un contesto estremamente delicato. La sensazione riportata è quella di una gestione accelerata di passaggi enormi, concentrata in una parte ridotta della narrazione rispetto alla complessità accumulata.

Questa densità di conflitti e trame condotte verso la chiusura ha contribuito a rendere il finale meno soddisfacente per una porzione di pubblico, in particolare per chi si aspettava un’esecuzione più lineare e all’altezza della costruzione precedente.

stranger things e the boys: hype alto, scontri finali meno appaganti

Stranger Things e The Boys, rispetto a Game of Thrones, presentano dinamiche con un numero ridotto di percorsi secondari e con conseguente minore necessità di chiudere molte sottotrame. Proprio per questo, i finali avrebbero potuto puntare maggiormente a un impatto coerente con quanto costruito nel tempo. Il risultato percepito, invece, è stato un insieme di epiloghi che si chiudono con scontri finali considerati deludenti, in contrasto con l’hype cresciuto nelle stagioni precedenti.

Un altro aspetto segnalato riguarda la chiusura parziale di storie e retroscena: l’attenzione si concentra in modo predominante sul nemico, mentre altre componenti del gruppo e vari elementi della “scialuppa” restano sullo sfondo, con una risoluzione incompleta.

the boys: patriota, aspettative enormi e soluzioni rapide dopo il virus

The Boys, in particolare, viene descritto come un finale non all’altezza delle aspettative accumulate dai fan nel corso del tempo. Era stata, in maniera indiretta, l’idea di un Patriota più temibile e in grado di dominare davvero lo scenario, ma l’esito viene giudicato distante da quella prospettiva.

La sconfitta del Patriota, nel racconto di quanto emerso, appare troppo semplice rispetto alla portata che il personaggio avrebbe dovuto incarnare. Inoltre, dopo l’archiviazione del virus, le difficoltà dei protagonisti vengono risolte con rapidità: viene sottolineato come la conclusione arrivi in quattro e quattr’otto, riducendo lo spazio narrativo che avrebbe potuto rendere il percorso più convincente.

il denominatore comune: attesa tradita da chiusure troppo rapide

Tra i tre titoli, il punto centrale resta lo stesso: serie TV immensamente seguite e amate, ma ricordate anche per epiloghi percepiti come spiccioli e lontani dalle attese generate. La componente che più condiziona l’esperienza del finale viene descritta come un ritmo irregolare, con passaggi complessi affrontati senza il respiro necessario e con alcuni aspetti che non ottengono una chiusura piena, a favore di una concentrazione su singoli elementi della minaccia principale.

In sintesi, l’insieme di scelte di ritmo, compressione di snodi e risoluzioni percepite troppo veloci ha alimentato la delusione e ha reso i finali discussi nel dibattito pubblico, consolidando l’impressione che l’epilogo non sia riuscito a trasformare il percorso accumulato in una chiusura davvero soddisfacente.

Personaggi menzionati:

  • Re della notte
  • Daenerys
  • Cersei
  • Patriota
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