Slasher anni 90: la sitcom dimenticata che nasconde un film quasi perfetto
Una sitcom adolescenziale può cambiare completamente atmosfera quando decide di confrontarsi con l’horror. È il caso di “Crescere, che fatica”, titolo italiano di “Boy Meets World”, che durante la quinta stagione ha proposto un episodio sorprendente, costruito come una parodia degli slasher degli anni Novanta e ispirato soprattutto all’immaginario di “Scream”.
“And Then There Was Shawn”: l’episodio horror di “Crescere, che fatica”
L’episodio “And Then There Was Shawn”, trasmesso come quinto episodio della stagione 5, è conosciuto in italiano come “E poi c’è Shawn”. Nonostante sia diventato una scelta particolarmente adatta al periodo di Halloween, la puntata non andò in onda nel mese di ottobre, bensì nel febbraio del 1998.
La vicenda prende avvio da una situazione abituale per i protagonisti della serie. Cory, Topanga, Shawn e gli altri studenti vengono costretti a rimanere a scuola in punizione sotto la supervisione del severo signor Feeny. L’atmosfera cambia rapidamente quando l’insegnante lascia l’aula e la porta si chiude. Poco dopo compare una presenza inquietante e, al ritorno della luce, sulla lavagna appare un messaggio scritto con il sangue: nessuno riuscirà a lasciare vivo l’edificio scolastico.
“Scream” e gli omaggi agli slasher degli anni Novanta
Il riferimento principale è “Scream”, il film del 1996 che aveva riportato il genere slasher al centro della cultura popolare, giocando con le sue regole e con i suoi stereotipi. L’episodio non si limita a riproporre i suoi elementi più riconoscibili, ma dimostra di conoscere i meccanismi narrativi dell’horror e li trasforma in una fonte di comicità.
Shawn interpreta gli eventi attraverso le regole apprese guardando i film dell’orrore. È convinto che alcuni personaggi siano destinati a morire prima degli altri e ritiene di poter individuare la prima vittima in base all’importanza che ogni figura avrebbe all’interno di uno slasher. La sua previsione si avvera in modo improvviso e grottesco, mostrando la capacità della serie di utilizzare i cliché senza limitarsi a copiarli.
Le presunte uccisioni sono costruite attraverso situazioni surreali e oggetti quotidiani trasformati in strumenti di morte. La violenza resta lontana dai livelli espliciti dei film horror destinati a un pubblico adulto, come richiede una sitcom per ragazzi, ma il contrasto tra personaggi familiari, scuola e assassino sconosciuto produce comunque momenti di forte sorpresa.
“Boy Meets World” tra cultura pop e umorismo
L’episodio riflette il clima della fine degli anni Novanta, quando il successo di “Scream” aveva reso immediatamente riconoscibili maschere, regole e figure ricorrenti degli slasher. L’assassino di “Boy Meets World” indossa abiti neri e nasconde il volto dietro una maschera inquietante, richiamando chiaramente l’immaginario di Ghostface.
Tra le sorprese della puntata compare anche Jennifer Love Hewitt, nel ruolo di Kennifer Love Fefferman. Non mancano inoltre riferimenti ad altre produzioni popolari del periodo, tra cui “South Park”. La presenza di numerose citazioni non trasforma l’episodio in un semplice omaggio nostalgico: i protagonisti conservano le proprie personalità e le dinamiche tipiche della serie restano riconoscibili anche nel contesto horror.
“Crescere, che fatica”: personaggi e ospiti dell’episodio
La puntata mantiene al centro i protagonisti della sitcom e affianca alla loro presenza un’interpretazione speciale, rafforzando il legame tra la serie adolescenziale e l’intrattenimento popolare degli anni Novanta.
- Cory
- Topanga
- Shawn
- Signor Feeny
- Jennifer Love Hewitt, nel ruolo di Kennifer Love Fefferman
La combinazione tra tensione, parodia e umorismo permette a “And Then There Was Shawn” di distinguersi anche rispetto agli episodi speciali dedicati ufficialmente ad Halloween. La puntata conserva il carattere della sitcom, ma lo inserisce in una storia costruita attorno a paura, mistero e regole dell’horror, offrendo una prospettiva insolita su una serie normalmente concentrata su vicende adolescenziali e familiari.


