Silo: l’autore spiega perché la serie TV supera i suoi libri sotto questo aspetto
Portare una saga letteraria sullo schermo richiede inevitabili trasformazioni, perché alcuni elementi concepiti sulla pagina possono risultare difficili da rappresentare oppure perdere efficacia in formato televisivo. È il caso di Silo, la serie di Apple TV+ ispirata alla saga fantascientifica di Hugh Howey, che ha introdotto diverse variazioni rispetto ai romanzi mantenendo una propria identità visiva e narrativa.
Silo e le modifiche rispetto ai romanzi
Hugh Howey ha valutato positivamente alcune delle scelte adottate nella terza stagione e, in precedenza, aveva già commentato i cambiamenti apportati all’adattamento. Il coinvolgimento diretto nella produzione gli ha permesso di osservare da vicino il lavoro di Graham Yost e del resto della squadra impegnata a trasformare le sue idee in immagini.
L’autore ricopre il ruolo di produttore esecutivo di Silo, una posizione che gli ha consentito di seguire l’evoluzione della serie pur lasciando alla produzione la possibilità di sviluppare un linguaggio autonomo. Durante una sessione di domande e risposte organizzata dopo la seconda stagione, Howey ha spiegato quale elemento considera più riuscito rispetto alla propria versione letteraria.
I costumi di Silo secondo Hugh Howey
La risposta dello scrittore ha riguardato i costumi della serie, giudicati più interessanti di quelli immaginati nei libri. Nei romanzi, gli abitanti del silo indossano soprattutto tute da lavoro standard, differenziate in base alle mansioni svolte all’interno della comunità. Si tratta di una scelta coerente con un ambiente dove le risorse sono limitate e la vita quotidiana è sottoposta a regole precise.
La serie ha introdotto una maggiore varietà estetica, rendendo l’abbigliamento un elemento capace di distinguere meglio i personaggi e di aggiungere informazioni sul mondo rappresentato. Tra gli esempi più significativi emerge la giacca di pelle indossata da Robert Sims, il personaggio interpretato da Common.
La giacca di Robert Sims e la costruzione del mondo
Secondo Howey, la giacca di Sims suscita domande che vanno oltre il semplice aspetto visivo. Lo scrittore si è interrogato sulla sua provenienza, sulla sua età, sulle modalità con cui potrebbe essere stata realizzata e sul modo in cui viene mantenuta in condizioni così curate.
In un ambiente sotterraneo dove l’umanità vive separata dal mondo esterno da generazioni, ogni oggetto può assumere un significato particolare. La popolazione del silo ha sviluppato regole, tradizioni e convinzioni specifiche, mentre gli oggetti provenienti dal passato, conosciuti come reliquie, sono considerati proibiti.
Anche la morte è accompagnata da rituali distintivi, come quello legato agli alberi da frutto. La punizione più estrema consiste nell’essere mandati all’esterno per svolgere il compito di “ripulire”, una missione che equivale di fatto a una condanna a morte. In questo contesto, l’abbigliamento non rappresenta soltanto una scelta estetica, ma può riflettere le restrizioni e la storia della società del silo.
La giacca di Robert Sims diventa così un dettaglio narrativo capace di alimentare interrogativi sulla disponibilità delle risorse, sulla conservazione degli oggetti e sulle differenze sociali presenti nella comunità. Ciò che potrebbe sembrare un semplice elemento pensato per rendere il personaggio più riconoscibile assume quindi un valore più ampio nella costruzione dell’universo di Silo.
Le personalità coinvolte nella serie
La riflessione sui costumi coinvolge l’autore della saga, la produzione della serie e l’interprete del personaggio associato al dettaglio più emblematico.
- Hugh Howey, autore della saga e produttore esecutivo di Silo.
- Graham Yost, figura centrale nello sviluppo dell’adattamento televisivo.
- Common, interprete di Robert Sims, il personaggio che indossa la giacca di pelle.


