Serie TV perdere ispirate al mondo degli anime
Le produzioni che attingono allo stile narrativo tipico degli anime hanno ampliato il linguaggio visivo della televisione globale, offrendo ritmi, colori e dettagli che hanno ispirato una serie eterogenea di titoli. Questo sguardo permette di apprezzare come elementi strutturali e visivi, tipici dell’animazione giapponese, si siano insinuati nelle serie occidentali, creando sinergie e nuove letture della spettacolarità su schermo.
influenza degli anime giapponesi sulle serie tv
mighty morphin power rangers (1993–1996)
La risonanza di una estetica tipicamente orientale si riflette nell’approccio visivo e narrativo della serie, basata sul format Super Sentai. Cinque adolescenti, guidati da un saggio alieno, diventano supereroi con missioni di salvataggio globale. Ogni episodio esplode in colori vivaci e azione, presentando mostri giganti, robot da combattimento e scontri che ricordano sequenze segnate dall’influenza anime. Pur essendo un prodotto statunitense, il ritmo dinamico e le scene d’azione hanno contribuito a generare interesse tra i giovani per l’animazione giapponese degli anni ’90.
one piece (2023–presente)
La trasposizione live-action di una popolare epopea piratesca su Netflix dimostra come una serie possa mantenere lo spirito originale senza perdere coerenza con il materiale di partenza. Il racconto segue Monkey D. Luffy e la sua ciurma in un viaggio ricco di colpi di scena, creature marine e combattimenti spettacolari. L’aderenza al manga e all’anime di riferimento è evidente in costumi, atmosfera e tono delle scene, offrendo una versione occidentale capace di trasmettere l’esplosività tipica dell’animazione giapponese.
samurai jack (2001–2017)
La serie racconta le imprese di Jack, un samurai proiettato in un futuro dominato dal male, con l’obiettivo di tornare al proprio tempo e sconfiggere Aku. Il silenzio, le pause drammatiche e i combattimenti coreografati richiamano la cifra stilistica degli anime classici, creando una fusione tra estetica orientale e narrativa occidentale. Il prodotto ha ricevuto riconoscimenti e Emmy, confermando come l’influenza giapponese possa valorizzare l’animazione mainstream.
stranger things (2016–presente)
Nonostante l’ambientazione anni ’80 e una forte impronta pop americana, la serie riflette chiaramente accenti ispirati agli anime più cupi. I Duffer Brothers hanno citato riferimenti come Elfen Lied e Akira per condizioni atmosferiche e per la rappresentazione di personaggi con poteri, creature inquietanti e tensione sovrannaturale. L’impiego di elementi come poteri telecinetici e minacce sovrannaturali accompagna lo spettatore in momenti di adrenalina che sembrano tratti dal mondo dell’animazione giapponese, ampliando il pubblico globale e dimostrando una flessibilità narrativa significativa.
avatar: la leggenda di aang (2005–2008)
Una delle opere che incarna pienamente lo spirito degli anime è Avatar: la leggenda di aang. Seguendo le vicende di Aang, giovane Avatar, la serie presenta un viaggio volto al riequilibrio di un mondo in guerra, con combattimenti coreografici, emozioni profonde e una crescita dei personaggi chiave. I creatori hanno spesso definito la serie come un tributo agli anime, una caratteristica che si traduce in una narrativa dall’alto livello di qualità visiva e di sviluppo narrativo, paragonabile ai migliori lavori dell’animazione giapponese.
Figure narrativamente centrali vengono automaticamente richiamate dall’insieme delle serie citate, offrendo un panorama dove stile, ritmo e costruzione dei personaggi si intrecciano tra culture diverse e approcci produttivi differenti.
figure principali citate
- Monkey D. Luffy
- Jack
- Undici
- Aang
- Aku


