Recensione di The Beauty: ambizione e timore del trash in una serie unica
the beauty è una serie guidata da ryan murphy e matt hodgson, adattamento del fumetto omonimo di jeremy haun e jason a. hurley, che mette al centro una critica tagliente alla cultura della perfezione. la narrazione, in chiave pop, intreccia elementi di fantascienza e body horror per esplorare cosa significa inseguire un ideale di bellezza velocemente raggiungibile grazie a una sostanza miracolosa e a una rete di potere globale. l’opera affronta il mito del sogno americano, mostrando come l’immagine possa diventare arma, mercato e responsabile di trasformazioni radicali.
the beauty: critica della cultura della bellezza contemporanea
undici episodi accompagnano una trama che parte da misteriosi decessi di top model e conduce a una scoperta cruciale: un virus sessualmente trasmissibile capace di trasformare individui comuni in versioni estremamente affascinanti. la rivelazione apre una cospirazione gestita da un miliardario dalla forte influenza economica, creatore di un farmaco chiamato the beauty. la possibilità di controllo sull’aspetto fisico diventa un’arma per rafforzare un impero multimiliardario, scatenando una rete di minaccia reale e di tensione etica.
temi e tono della serie
la serie adotta una lente dichiaratamente pop che non trascura la dimensione sci-fi e il body horror, trasformando le passerelle in luoghi dove la bellezza diventa spettacolo estremo e potere. il racconto mette sul tavolo una domanda urgente: quanto si è disposti a rinunciare pur di inseguire una perfezione sempre più artificiale?
la gestione del racconto e la tensione stilistica
la narrazione si muove tra capisaldi di glamour e accenti di critica sociale, offrendo una gamma di soluzioni narrative. nonostante l’impegno tematico, la serie può apparire troppo concentrata sull’apparenza dei rischi e delle conseguenze, rischiando di appesantire un equilibrio che, con una mesh più leggera connotata da humour e dinamismo, avrebbe potuto rendere ancora più incisiva la riflessione sui limiti dell’immagine.
cast e ospiti
il panorama di volti noti sostiene il tessuto narrativo, offrendo una commistione tra cinema d’autore, cultura pop e moda d’élite. l’ensemble di interpreti e guest star contribuisce a dare ritmo e profondità al racconto, offrendo interpretazioni che ampliano la percezione dei temi centrali.
- evan peters
- rebecca hall
- ashton kutcher
- anthony ramos
- isabella rossellini
- bella hadid
- nicola peltz beckham
- billy eichner
- ben platt
- peter gallagher
- vincent d'onofrio


