Peppe Vessicchio, la figlia commossa ricorda il padre a Sanremo
La stagione 2026 del Festival di Sanremo si è aperta con un momento carico di emozione: un tributo al maestro Beppe Vessicchio, scomparso nel novembre 2025 a 69 anni dopo una malattia, e una cornice che ricorda una figura storica della kermesse. L’esordio ha sottolineato quanto la manifestazione continui a intrecciare musica, memoria e identità italiana, offrendo un palcoscenico vivo anche per nuove interpretazioni.
festival di sanremo 2026: tributo a beppe vessicchio e omaggio a pippo baudo
Per oltre tre decenni Beppe Vessicchio è stato una presenza centrale sul palco dell’Ariston, dirigendo l’orchestra in numerose edizioni e collaborando con i principali nomi della scena musicale italiana. La sua eleganza e la precisione hanno fatto di lui un punto di riferimento riconosciuto dal pubblico, che spesso applaudiva prima ancora che prendesse il podio. Oltre alla direzione, Vessicchio era anche arrangiatore e musicista raffinato, capace di valorizzare ogni esibizione con sensibilità e rigore artistico.
Durante la prima serata dell’edizione 2026, trasmessa il 24 febbraio, Carlo Conti ha previsto un momento dedicato al maestro, culminato in una standing ovation che ha coinvolto pubblico in sala e telespettatori.
l’assenza che si è sentita
La mancanza di Vessicchio ha reso ancora più intenso il tributo sull’Ariston, evidenziando il suo ruolo di riferimento per anni dietro le quinte e per le direzioni che hanno accompagnato numerose canzoni entrate nel racconto del festival. La manifestazione ha così reso omaggio a una figura che ha contribuito a definire lo stile e l’eleganza del Sanremo classico.
l’eco televisiva e l’omaggio a pippo baudo
Un ulteriore elemento di significato riguarda Pippo Baudo, figura storica della televisione italiana e volto simbolo di molte edizioni sanremesi. Il festival 2026 è stato dedicato proprio a Baudo, offrendo un’attenta rivisitazione di una carriera che ha accompagnato intere generazioni di pubblico.
alessia vessicchio: emozioni e ricordo
Il 25 febbraio Alessia, figlia del maestro, è intervenuta nel programma La volta buona. In studio ha raccontato le emozioni suscitate dal tributo all’Ariston: «Sono distrutta, ma piena di belle emozioni. In due giorni ho ricevuto tanto amore». Fare memoria di fronte al pubblico teatrale è stato per lei un momento intenso. Riferendosi al ricordo, ha aggiunto: «L’omaggio è stato commovente, ha significato tutto per me la standing ovation».
Durante la trasmissione, la conduttrice Caterina Balivo ha consegnato a Alessia uno spartito d’oro della SIAE in memoria del padre, accompagnando l’emozione con un messaggio di riconoscimento. «Questo è per te, per tua mamma e per tuo padre che noi continueremo ad amare» ha affermato Balivo, sottolineando il valore simbolico del gesto.
In chiusura, l’edizione 2026 si presenta come un incontro tra ricordi e presente, con una narrativa che celebra l’eredità di Vessicchio e l’eredità di Baudo, sottolineando la continuità del festival nel tempo.
Nominativi rilevanti menzionati nell’occasione:
- Beppe Vessicchio
- Pippo Baudo


