Morte di michele merlo, rigettata la richiesta di risarcimento: la famiglia non si arrende
La vicenda giudiziaria legata alla morte di Michele Merlo si è conclusa, sul piano civile, con il rigetto della richiesta di risarcimento presentata dalla famiglia. Il cantante, già allievo di Amici, è deceduto a 28 anni a causa di una leucemia fulminante. La decisione ha riacceso il confronto sulle tempistiche della diagnosi e sulle responsabilità sanitarie contestate dai genitori.
morte di Michele Merlo, respinta la richiesta di risarcimento
Il Tribunale civile di Vicenza ha respinto l’azione promossa dai genitori di Michele Merlo. La causa coinvolgeva il medico di famiglia, l’Ulss 7 Pedemontana e le compagnie assicurative interessate. Al centro del procedimento c’era l’ipotesi che un ritardo nell’individuazione della malattia avesse inciso sull’evoluzione delle condizioni del cantante.
I consulenti incaricati di analizzare il caso hanno escluso un rapporto causale tra il ritardo nella diagnosi corretta e il decesso. Secondo le conclusioni riportate nella sentenza, l’attesa avrebbe avuto un’incidenza limitata sull’andamento clinico e una diagnosi effettuata in tempi più rapidi non avrebbe modificato l’esito della leucemia.
le valutazioni dei periti sul ritardo diagnostico
La consulenza tecnica ha quindi stabilito che non esisteva un nesso determinante tra i tempi della diagnosi e la morte di Michele Merlo. La valutazione dei periti ha costituito il principale elemento alla base del rigetto della domanda risarcitoria avanzata dalla famiglia.
Prima dell’avvio della causa civile, l’azienda sanitaria aveva sottoposto ai familiari una proposta di transazione. L’offerta non era stata accettata. Anche il procedimento penale relativo alla morte dell’artista era stato precedentemente archiviato.
la posizione della famiglia Merlo sulla sentenza
I familiari non condividono la ricostruzione accolta dal tribunale e hanno definito la decisione come una forma di “non giustizia”. Il padre, Domenico Merlo, ha richiamato gli esiti di due precedenti perizie svolte a Bologna, secondo le quali una diagnosi tempestiva avrebbe garantito al figlio probabilità di sopravvivenza comprese tra l’85% e il 97%.
Anche la madre Katia Ferrari ha ribadito pubblicamente la volontà di continuare a chiedere giustizia. La donna ha contestato soprattutto le motivazioni relative ai tempi necessari per eseguire un emocromo. A suo giudizio, per un esame urgente sarebbero state sufficienti circa due ore, non 72 ore come indicato nella ricostruzione contestata dalla famiglia.
la battaglia per la giustizia dopo la morte di Michele Merlo
Per la famiglia, la vicenda non può essere considerata conclusa. I genitori respingono quella che ritengono una ricostruzione favorevole e sostengono che un accertamento eseguito senza ritardi avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi. La madre ha dichiarato di voler proseguire la propria battaglia affinché una situazione simile non coinvolga altri giovani e ha rilanciato il messaggio #giustiziapermichelemerlo.
persone coinvolte nella vicenda di Michele Merlo
- Michele Merlo, cantante ed ex allievo di Amici;
- Domenico Merlo, padre del cantante;
- Katia Ferrari, madre del cantante.


