Monster: La storia di Lizzie Borden, spiegazione del finale scioccante

• Pubblicato il • 4 min
Monster: La storia di Lizzie Borden, spiegazione del finale scioccante

La quarta stagione di Monster: The Lizzie Borden Story ricostruisce uno dei casi più controversi della cronaca nera americana e lo collega alla vicenda di Aileen Wuornos. Al centro della narrazione si trova Lizzie Borden, interpretata da Ella Beatty, una donna accusata di aver ucciso il padre e la matrigna, ma assolta per l’assenza di prove decisive. La serie esplora le conseguenze del processo, il peso della notorietà e il rapporto tormentato con Bridget Sullivan.

Lizzie Borden e l’assoluzione per il duplice omicidio

Lizzie e Bridget Sullivan, domestica della famiglia e amante della giovane, partecipano all’uccisione di Andrew e Abby. Dopo un fallito tentativo di avvelenamento attraverso ostriche avariate, le due ricorrono a un’ascia. In seguito cercano di cancellare ogni traccia, arrivando a bruciare gli abiti potenzialmente collegabili al delitto.

L’accusa dispone di diversi elementi sospetti: le versioni di Lizzie sulla mattina degli omicidi non coincidono, il possibile movente economico appare evidente e alcuni testimoni dichiarano di averla vista bruciare un vestito. Mancano però la prova determinante, un collegamento certo tra l’arma e la giovane e una dimostrazione definitiva della presenza di sangue sui resti degli abiti.

Il processo si trasforma così in una sfida basata anche sulla percezione. Con l’aiuto di Nance O’Neil, Lizzie costruisce l’immagine di una donna rispettabile e delicata, difficilmente associabile a un duplice omicidio secondo i pregiudizi dell’epoca.

La testimonianza di Emma Borden

Emma, sorella di Lizzie, decide di testimoniare a suo favore nonostante il rapporto tra le due sia ormai compromesso. Dichiara di essere stata lei a suggerire di bruciare il vestito e racconta il conflitto avuto con Abby. La sua deposizione indebolisce quindi la possibilità di utilizzare l’ostilità di Lizzie verso la matrigna come prova del movente.

La vita di Lizzie dopo l’assoluzione

Dopo essere stata assolta, Lizzie eredita parte del patrimonio paterno e acquista Maplecroft, dove si trasferisce insieme a Emma. La nuova abitazione, pensata come l’inizio di una vita diversa, diventa progressivamente un luogo di isolamento.

Quando torna a uscire di casa, Lizzie scopre che la sua storia è ormai diventata una leggenda. Vengono pubblicati libri sugli omicidi e persino i bambini iniziano a indossare costumi ispirati a lei durante Halloween. Anche Emma subisce le conseguenze del cognome Borden: nessuno in città sembra disposto ad assumere o sposare una donna legata a quella famiglia. Per questo sceglie di lasciare Fall River e di cercare una nuova identità.

Lizzie e Bridget tra passato e nuova libertà

Bridget si trasferisce in una baita di montagna e sposa un uomo più anziano, ma il matrimonio si rivela infelice. Il marito la tratta come una serva e la costringe a vivere in una situazione priva di prospettive.

La donna decide infine di ribellarsi: dopo aver terrorizzato il marito con un’ascia, abbandona quella vita e raggiunge Lizzie, proponendole di ricominciare insieme. Lizzie resta inizialmente incapace di liberarsi dal peso degli omicidi. Su suggerimento di Bridget, si reca nel bosco dietro casa e prega rivolgendosi al padre e alla matrigna.

Dopo quel momento, Lizzie accetta la possibilità di costruire un futuro con Bridget. Le due si avvicinano al movimento per il suffragio femminile, trovando nuove amicizie e uno scopo che supera la loro storia personale.

Aileen Wuornos e il legame con Lizzie Borden

La stagione segue parallelamente Aileen Wuornos, interpretata da Sarah Paulson, negli anni Novanta. La serial killer sviluppa una forte fascinazione per Lizzie e per il modo in cui la sua vicenda è stata trasformata in una leggenda.

Wuornos vede in Borden una donna riuscita a evitare la condanna nonostante la brutalità dei crimini di cui era accusata. Le due figure, appartenenti a epoche diverse, vengono accomunate da esperienze segnate da abusi, sfruttamento e violenza.

Il destino di Aileen è diverso da quello di Lizzie: viene catturata e condannata a morte. Prima dell’esecuzione chiede di ascoltare “Carnival” di Natalie Merchant. La canzone accompagna la somministrazione dei farmaci mentre la donna perde progressivamente conoscenza.

Durante una festa delle suffragette, Lizzie appare distante mentre le altre donne celebrano. Quando inizia la stessa musica scelta da Wuornos, la narrazione torna nella stanza dell’esecuzione. Aileen apre gli occhi e vede Lizzie e Bridget, che dichiarano di essere lì per accompagnarla. Le tre attraversano insieme una porta immersa nella luce, prima del ritorno alla realtà, dove il corpo di Wuornos è ancora sul tavolo e medici e agenti certificano la sua morte.

Personaggi e interpreti principali

  • Lizzie Borden, interpretata da Ella Beatty
  • Aileen Wuornos, interpretata da Sarah Paulson
  • Bridget Sullivan, domestica e amante di Lizzie
  • Emma Borden, sorella di Lizzie
  • Nance O’Neil, figura che aiuta Lizzie a costruire la propria immagine durante il processo
realme 16 Pro 5G Harry Potter Edition, il nostro unboxing dello smartphone per veri maghi
Reacher 4 Recensione: sempre una goduria, ma i difetti iniziano a farsi sentire
Cercate nuove serie su Netflix? Prendete spunto dalla classifica delle più viste
Categorie: Recensioni

Per te