Mediaset contro corona per 160 milioni: nella causa anche berlusconi, ilary blasi, de filippi, scotti e samira

• Pubblicato il • 4 min
Mediaset contro corona per 160 milioni: nella causa anche berlusconi, ilary blasi, de filippi, scotti e samira

La controversia tra Fabrizio Corona e Mediaset approda al Tribunale Civile di Milano con una richiesta di risarcimento pari a 160 milioni di euro. La somma sarebbe collegata a presunti danni economici e all’immagine, contestati dalla società e da alcune persone coinvolte nella vicenda. Il procedimento riunisce accuse contrapposte, contenuti diffusi online e conseguenze professionali che saranno esaminate in sede giudiziaria.

Fabrizio Corona e Mediaset: la prima udienza a Milano

La prima udienza è stata fissata per il 20 ottobre presso il Tribunale Civile di Milano. In quella sede inizierà l’esame delle diverse posizioni legate alla causa promossa da Mediaset e da alcuni esponenti del mondo dello spettacolo.

Secondo la ricostruzione sostenuta dai legali della società, l’origine della disputa sarebbe riconducibile ai contenuti pubblicati da Corona attraverso il podcast Falsissimo. La controversia non riguarderebbe quindi soltanto il rapporto tra l’ex paparazzo e il gruppo televisivo, ma coinvolgerebbe anche personalità note della televisione italiana.

La puntata di Falsissimo al centro delle contestazioni

Una parte rilevante della causa riguarda una puntata di Falsissimo pubblicata il 26 gennaio. I legali di Mediaset la considererebbero uno dei passaggi principali della vicenda, sostenendo che al suo interno sarebbero state diffuse accuse e insinuazioni presentate come fatti certi.

La memoria depositata dagli avvocati Andrea Di Porto, Giulia Bongiorno, Salvatore Pino e Aldo Baldaccini ricostruisce le contestazioni rivolte a Corona e respinge le argomentazioni della sua difesa. Secondo la posizione della società, le dichiarazioni avrebbero prodotto conseguenze particolarmente significative sul piano personale e professionale per le persone chiamate in causa.

La posizione di Mediaset sulla presunta campagna denigratoria

Mediaset sostiene che la vicenda non si sarebbe limitata alla singola puntata del podcast. Le dichiarazioni ritenute lesive sarebbero state riproposte anche in altri contesti, compresi i social network e le apparizioni pubbliche.

Per i legali della società, la diffusione dei contenuti avrebbe oltrepassato i limiti della critica, configurando una presunta campagna denigratoria contro Mediaset e alcuni suoi personaggi. Si tratta della ricostruzione presentata dalla parte che ha promosso l’azione giudiziaria. L’accertamento di eventuali responsabilità e delle relative conseguenze spetterà al procedimento civile.

La difesa di Corona e le accuse di concorrenza sleale

Fabrizio Corona avrebbe offerto una lettura opposta della controversia attraverso i propri avvocati. La difesa avrebbe contestato a Mediaset una presunta concorrenza sleale, collegandola soprattutto alle iniziative rivolte agli organizzatori di alcuni eventi con la partecipazione dell’ex paparazzo.

Il riferimento riguarda le diffide inviate a locali e discoteche che avevano programmato appuntamenti con Corona. Secondo i suoi legali, tali iniziative avrebbero esercitato pressioni sugli organizzatori e contribuito alla cancellazione di alcuni impegni professionali. Da questa ricostruzione nasce l’accusa secondo cui a Corona sarebbe stato impedito di lavorare.

Mediaset respinge la contestazione. La società sostiene che non esisterebbe alcun rapporto di concorrenza con Corona e che le diffide sarebbero state utilizzate esclusivamente per tutelarsi da ulteriori comportamenti considerati illeciti.

La destinazione ipotizzata per il risarcimento

La richiesta economica presenta anche un elemento specifico relativo all’eventuale utilizzo delle somme. Nel caso in cui il procedimento riconoscesse un risarcimento, Mediaset avrebbe indicato l’intenzione di costituire un fondo per sostenere le spese legali delle vittime di stalking, dei reati previsti dal Codice Rosso e del cyberbullismo.

Al momento, l’importo di 160 milioni di euro resta al centro della controversia e non rappresenta una somma già riconosciuta. L’udienza del 20 ottobre costituirà il primo passaggio davanti al Tribunale di Milano, chiamato a valutare le rispettive ricostruzioni e i possibili sviluppi della causa.

I personaggi coinvolti nella causa

Tra le persone indicate nel procedimento figurano esponenti della famiglia Berlusconi e volti affermati della televisione italiana, chiamati in causa in relazione ai presunti danni personali e professionali.

  • Pier Silvio Berlusconi
  • Marina Berlusconi
  • Maria De Filippi
  • Silvia Toffanin
  • Gerry Scotti
  • Ilary Blasi
  • Samira Lui
Reacher 4 Recensione: sempre una goduria, ma i difetti iniziano a farsi sentire
Cercate nuove serie su Netflix? Prendete spunto dalla classifica delle più viste
The Walking Dead: Dead City 3 Recensione: il punto più basso della serie

Per te