Luca zingaretti è il volto definitivo di montalbano, anche se non somiglia al personaggio dei libri?
Il commissario Montalbano e Luca Zingaretti sono diventati inseparabili nell’immaginario di milioni di spettatori. La scelta dell’attore, però, non apparve subito naturale: il personaggio concepito da Andrea Camilleri aveva caratteristiche fisiche molto diverse, e proprio questa distanza iniziale rese il percorso verso il ruolo particolarmente significativo.
Luca Zingaretti nel ruolo di Montalbano
Oggi risulta difficile pensare al commissario senza il volto di Luca Zingaretti, interprete della fiction per oltre vent’anni. Eppure, il Montalbano descritto nei romanzi aveva capelli, baffi e un’età più avanzata rispetto all’attore, che all’epoca era completamente calvo e più giovane.
Andrea Camilleri aveva individuato nel professor Giuseppe Marci una figura vicina alla propria idea del commissario e aveva indicato anche Pietro Germi come possibile riferimento fisico. Dal punto di vista dell’aspetto, quindi, Zingaretti sembrava una scelta distante dal modello letterario.
La scelta di Zingaretti per la fiction
La candidatura dell’attore fu sostenuta con decisione dal regista Alberto Sironi. Durante la selezione erano stati valutati tre interpreti: uno non poté partecipare perché aveva un occhio nero dopo una lite con la moglie, un altro non convinse durante il provino, mentre Zingaretti si distinse per la qualità della sua prova.
Sironi contribuì anche a definire un commissario caratterizzato da una certa simpatia, prendendo ispirazione dal poliziesco americano. L’attenzione si concentrò soprattutto sulla dimensione privata del personaggio, oltre che sul suo lavoro investigativo.
Il carattere di Montalbano oltre l’aspetto fisico
La trasformazione di Zingaretti in Montalbano non passò dall’imitazione dell’aspetto descritto nei libri. La scelta fu valorizzare gli elementi più profondi del personaggio: il temperamento burbero, l’ironia, il rapporto personale con la giustizia, le contraddizioni e l’unione tra durezza e umanità.
Anche alcuni amici dell’attore, appassionati dei romanzi, inizialmente cercarono di dissuaderlo. Secondo il ricordo di Zingaretti, ritenevano che non avesse molto in comune con il commissario e temevano che potesse compromettere l’immagine del personaggio. La selezione durò sei mesi e coinvolse numerosi candidati.
Il giudizio di Andrea Camilleri su Luca Zingaretti
Camilleri aveva ammesso di avere immaginato Montalbano con capelli e baffi e di considerarlo più anziano rispetto a Zingaretti. Scelse però di lasciare al regista la decisione relativa all’interprete, anche per la propria esperienza nel ruolo di regista.
Lo scrittore conosceva il talento di Zingaretti, che era stato suo allievo all’Accademia, e considerò questa competenza più importante della somiglianza fisica. Per Camilleri, il punto decisivo era la capacità dell’attore di rendere credibile il commissario e di convincere il pubblico, durante tutta la durata dell’episodio, di trovarsi davanti al miglior Montalbano possibile.
Le personalità legate al commissario Montalbano
La costruzione televisiva del personaggio coinvolse figure con ruoli diversi, dall’autore dei romanzi al regista e agli interpreti o riferimenti considerati durante la definizione del commissario.
- Luca Zingaretti, interprete del commissario Montalbano;
- Andrea Camilleri, creatore del personaggio letterario;
- Alberto Sironi, regista che sostenne la scelta di Zingaretti;
- Giuseppe Marci, indicato come possibile riferimento per l’immagine del commissario;
- Pietro Germi, considerato da Camilleri come possibile modello fisico.


