Le ispirazioni di Cenerentola dietro la quarta stagione di Bridgerton

Giampiero Colossi • Pubblicato il 03/02/2026 • 3 min

La quarta stagione di Bridgerton mette Benedict al centro della scena, offrendo una storia d’amore guidata dall’ingegno e dalla creatività. Il contesto scintillante del ballo e delle corti sociali si mescola a una narrazione che richiama toni fiabeschi, pur restando ancorata a una realtà di classe e convenzioni dell’epoca Regency. Il racconto privilegia personaggi concreti e decisioni impegnative, evitando scorciatoie magiche e puntando su una dinamica molto focalizzata sui fatti.

bridgerton: quarta stagione e la storia di benedict e sophie

L’incontro tra benedict e sophie baek avviene durante un ballo in maschera, dove una giovane cameriera di origini modeste entra improvvisamente nella vita del fratello Bridgerton. Tra sguardi rubati e gesti misurati nasce un’attrazione destinata a crescere, ostacolata dalla differenza di classe e dai limiti imposti dal proprio status sociale. La storia non è solo romantica, ma anche riflessiva, e spinge a considerare come le scelte personali si intreccino con le norme sociali dell’epoca.

Gli elementi che richiamano esplicitamente la fiaba della Cenerentola emergono nell’ambientazione: ballo in maschera, la ricerca della donna misteriosa, guanti e scarpe eleganti, e persino la figura della matrigna incarnata da Lady Araminta, affiancata dalle due figlie che competono per l’affetto del protagonista. Bridgerton, però, traduce la fiaba in una realtà tangibile: non esistono fate madrine né carrozze incantate. Sophie deve mettere in campo ingegno, astuzia e la capacità di affrontare le conseguenze delle proprie azioni.

L’interpretazione di Yerin Ha, interprete di Sophie, racconta di aver guardato e riletto il classico Disney del 1950 per mettere a fuoco una sensazione di magia, ma di aver lavorato per offrire al personaggio spessore e forza, evitando che appaia come una semplice damigella in pericolo. Sophie emerge come una stratega indipendente, capace di sorprendere Benedict con mosse inaspettate e di rendere la loro storia più realistica.

Dal punto di vista della scrittura, la stagione enfatizza il tema del divario sociale. Lo showrunner Jess Brownell ha evidenziato come la trama ruoti attorno a questa dinamica, facendo sì che il momento in cui Benedict non riconosce Sophie dopo il ballo diventi non una semplice trovata narrativa, ma un commento sul potere e sui pregiudizi legati alla classe. La differenza di rango non è un dettaglio accessorio, ma il nucleo che intensifica ogni scelta e ogni rischio dei protagonisti.

Anche Julia Quinn, autrice del romanzo originale, aveva pensato a questa storia come a una vera Cenerentola. Nel libro, Sophie nasce in un contesto illegittimo e non sarebbe valutata come una possibile moglie per un Bridgerton. Questa scelta consente alla serie di affrontare il tema della disparità sociale senza rinunciare al romanticismo, mostrando come la passione possa fiorire anche dove le convenzioni sembrano bloccare ogni possibilità.

La storia di Benedict e Sophie rappresenta una reinterpretazione moderna della fiaba, con protagonisti capaci di prendere in mano il proprio destino e con un romanticismo che appare concreto e tangibile. Mentre l’attesa per la seconda parte della stagione cresce, resta la sensazione di assistere a una fiaba che diventa realtà, in cui amore e determinazione superano ogni barriera.

La presenza di figure chiave e di voci creative rende evidente l’impianto narrativo centrato sui protagonisti e sui loro rapporti.

  • Benedict Bridgerton (personaggio)
  • Sophie Baek (personaggio)
  • Yerin Ha (attrice, interprete di Sophie)
  • Jess Brownell (showrunner)
  • Julia Quinn (autrice del romanzo)
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