Intelligenza artificiale nelle serie tv: come sta cambiando il modo di creare e guardare le storie

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Intelligenza artificiale nelle serie tv: come sta cambiando il modo di creare e guardare le storie

L’intelligenza artificiale sta trasformando anche il settore delle serie TV, non soltanto attraverso strumenti destinati alla produzione, ma già nel modo in cui le piattaforme organizzano e propongono i contenuti. La sua presenza è spesso meno visibile di quanto si immagini, perché coinvolge sia l’esperienza degli spettatori sia alcune fasi creative e tecniche che precedono la distribuzione.

intelligenza artificiale e piattaforme streaming

Servizi come Netflix e le altre grandi piattaforme streaming utilizzano sistemi di intelligenza artificiale per analizzare il comportamento degli utenti. Queste tecnologie contribuiscono a personalizzare i suggerimenti, a individuare le immagini più adatte per le anteprime e a rendere più efficiente la distribuzione tecnica dei contenuti.

Si tratta di applicazioni che influenzano concretamente il modo in cui vengono guardate le serie, anche se non intervengono necessariamente nella costruzione delle storie. L’algoritmo può stabilire quali titoli proporre, quali elementi valorizzare nella presentazione e quali contenuti risultino più pertinenti rispetto alle abitudini di visione.

intelligenza artificiale e creatività nelle serie tv

Il rapporto tra IA e creatività presenta aspetti più complessi. Alcuni professionisti stanno sperimentando strumenti capaci di realizzare immagini preliminari, concept visivi e supporti per la post-produzione. In questo contesto, l’intelligenza artificiale può svolgere una funzione di sostegno e accelerare determinate operazioni legate allo sviluppo di una produzione.

Non emerge ancora un sistema in grado di sostituire in modo generalizzato sceneggiatori, registi o interpreti. Il suo impatto, però, potrebbe diventare rilevante anche senza arrivare a una sostituzione completa delle figure creative.

dati, formule narrative e rischio di omologazione

Durante la preparazione di una serie, un sistema potrebbe essere impiegato per riconoscere gli elementi con maggiori probabilità di incontrare il favore del pubblico. L’analisi dei dati offrirebbe così indicazioni utili per assumere decisioni più mirate e comprendere meglio le preferenze degli spettatori.

Il principale rischio riguarda la possibilità di affidarsi sempre più spesso a schemi già collaudati. Se una protagonista con determinate caratteristiche ottiene risultati particolarmente positivi, la stessa impostazione potrebbe essere riproposta. Allo stesso modo, una struttura narrativa capace di mantenere alta l’attenzione potrebbe diventare un modello ricorrente.

Una televisione più efficiente potrebbe quindi diventare anche più uniforme, lasciando meno spazio all’imprevedibilità e agli elementi originali che spesso derivano dalla sensibilità umana.

il futuro del lavoro creativo nell’era dell’ia

La questione ha assunto una dimensione concreta nel 2023, quando gli scioperi degli sceneggiatori e degli attori di Hollywood hanno portato al centro del confronto il futuro delle professioni creative. Gli accordi raggiunti negli Stati Uniti hanno previsto alcune tutele e limitazioni sull’impiego dell’intelligenza artificiale, mentre in Europa il quadro normativo è ancora in fase di definizione.

Nei prossimi anni l’IA sarà probabilmente sempre più presente dietro le quinte delle serie TV. Il tema centrale non consisterà soltanto nello stabilire se utilizzare questa tecnologia, ma nel definire quali incarichi affidarle e quale valore attribuire alle sue indicazioni. Esiste infatti una differenza sostanziale tra impiegare un algoritmo per suggerire quale serie guardare e permettergli di determinare quale storia debba essere raccontata.

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