Il signore degli anelli: quanti anelli del potere esistono e chi li possiede?
Gli Anelli del Potere occupano un ruolo centrale nella storia della Terra di Mezzo e tornano al centro dell’attenzione con la terza stagione de Il Signore degli Anelli: Gli Anelli del Potere. La loro origine, la distribuzione tra Elfi, Nani e Uomini e gli effetti sui rispettivi portatori compongono una vicenda molto più articolata di quella legata al solo Anello di Sauron.
Gli Anelli del Potere nella Seconda Era
Durante la Seconda Era, gli Elfi dell’Eregion, guidati da Celebrimbor e condizionati dalla presenza di Sauron, lavorarono alla creazione di alcuni degli artefatti più importanti dell’universo di J.R.R. Tolkien. La tradizione della Terra di Mezzo parla di venti grandi Anelli del Potere: tre destinati agli Elfi, sette ai Signori dei Nani e nove agli Uomini.
A questi si aggiunse l’Unico Anello, forgiato separatamente da Sauron con lo scopo di dominare tutti gli altri. Le differenze tra gli artefatti non riguardavano soltanto il numero, ma anche la natura dei poteri e le conseguenze legate al loro utilizzo.
I Sette Anelli dei Nani e i Nove degli Uomini
I Sette Anelli dei Nani non trasformarono i loro possessori in servitori diretti di Sauron. La particolare natura dei Nani li rendeva infatti più resistenti alla sua influenza. Gli anelli favorirono l’accumulo di ricchezze, ma alimentarono allo stesso tempo avidità, brama di possesso e desiderio di oro e tesori.
Il destino dei Nove Anelli degli Uomini fu molto più drammatico. I sovrani che li ricevettero ottennero potere, gloria, ricchezze e una vita apparentemente interminabile. Con il passare del tempo, però, persero la forma fisica e la capacità di scegliere autonomamente, trasformandosi nei Nazgûl, gli Spettri dell’Anello destinati a servire Sauron per migliaia di anni.
I Tre Anelli degli Elfi
I tre artefatti elfici occupano una posizione particolare. Sauron non partecipò direttamente alla loro forgiatura: Celebrimbor li realizzò autonomamente, usando le conoscenze e le tecniche apprese durante la collaborazione con Annatar. Furono concepiti come un dono per gli Elfi e risultarono diversi dagli altri Anelli del Potere.
Il loro legame con i metodi di Sauron fece comunque sì che non fossero del tutto estranei all’influenza dell’Unico. Narya, Nenya e Vilya divennero strumenti essenziali per proteggere e conservare i grandi regni elfici. I loro poteri non si manifestavano attraverso effetti spettacolari, ma permettevano agli Elfi di preservare i propri territori e di contrastare il deterioramento della Terra di Mezzo.
Gli Anelli minori dell’Eregion
Il numero degli anelli presenti nel legendarium di Tolkien non si limita ai venti grandi artefatti. Nel corso dell’apprendimento e del perfezionamento delle proprie tecniche, i fabbri elfici dell’Eregion crearono numerosi Anelli minori, considerati esperimenti precedenti alla realizzazione degli oggetti più importanti.
Questi manufatti erano meno potenti, ma non completamente privi di pericoli. Alcuni potevano persino rendere invisibile il portatore, trasferendolo nel cosiddetto Mondo Invisibile. Per questa ragione, quando Bilbo tornò dalla sua avventura con un anello misterioso, Gandalf pensò inizialmente che potesse trattarsi di uno di questi oggetti minori.
L’Anello di Barahir e altri artefatti
Esistono altri anelli rilevanti che non rientrano nella categoria dei Grandi Anelli del Potere. Tra i più celebri figura l’Anello di Barahir, privo dei poteri soprannaturali associati agli Anelli del Potere, ma legato a una delle famiglie più importanti della Terra di Mezzo.
Finrod Felagund lo donò a Barahir dopo che l’uomo gli aveva salvato la vita. L’oggetto divenne così un simbolo del legame tra le loro stirpi e, passando attraverso Beren e le generazioni successive, arrivò ad Aragorn. Il personaggio lo indossò anche nella trilogia cinematografica di Peter Jackson, mentre nei romanzi il destino dell’anello presenta alcune differenze.
L’Anello di Saruman e il potere dell’Unico
Nei romanzi, Saruman tentò di forgiare un proprio Anello del Potere, cercando di imitare il lavoro di Sauron e Celebrimbor. Il risultato non raggiunse lo stesso livello. Pur possedendo conoscenze straordinarie e avendo studiato sotto la guida di Aulë, Saruman non riuscì a replicare le capacità dei grandi fabbri della Seconda Era. Tolkien non precisò quali fossero i poteri dell’anello, lasciando il suo funzionamento alle interpretazioni dei lettori.
Al vertice della gerarchia si trovava l’Unico Anello, creato direttamente da Sauron per controllare gli altri artefatti. Il Signore Oscuro vi riversò una parte considerevole della propria forza, rendendolo molto più potente degli altri anelli.
L’Unico consentiva a Sauron di percepire e dominare i portatori degli altri Anelli del Potere. Inoltre, poteva amplificare enormemente le capacità naturali di chi lo indossava. Nelle mani di una creatura particolarmente potente, sarebbe quindi potuto diventare un’arma quasi inarrestabile.


