Garlasco, la procura ricostruisce l’omicidio e ipotizza un movente

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Garlasco, la procura ricostruisce l’omicidio e ipotizza un movente

Un nuovo passaggio giudiziario riaccende l’attenzione sul caso Garlasco, con una ricostruzione che la Procura di Pavia delinea in modo più dettagliato rispetto al passato, mettendo a fuoco dinamica e presunto movente legati all’omicidio avvenuto nel 2007. Nell’avviso di garanzia notificato ad Andrea Sempio, emergono contestazioni che includono l’attribuzione dell’omicidio come unico autore e la cornice motivazionale descritta dagli inquirenti. L’orizzonte immediato è segnato da un interrogatorio fissato per la data del 6 maggio.

avviso di garanzia Pavia: Andrea Sempio, omicidio e movente

La Procura di Pavia, nell’avviso di garanzia notificato il 29 aprile ad Andrea Sempio (38 anni, indicato come amico del fratello della vittima), definisce per la prima volta in modo organico la dinamica del delitto e il presunto movente. La contestazione riguarda omicidio volontario, che secondo la ricostruzione della Procura risulterebbe attribuito a Sempio come autore unico.

Al centro dell’ipotesi accusatoria collocata dalla Procura c’è l’uccisione di Chiara Poggi, avvenuta il 13 agosto 2007 nella villetta di via Pascoli a Garlasco. Gli elementi descritti richiamano motivi considerati abietti, collegati all’odio maturato verso la vittima per il rifiuto del suo approccio sessuale. In questa prospettiva, il quadro delineato porterebbe il fatto nell’area dei femminicidi scaturiti dal diniego di una donna, con l’aggravante dei futili motivi indicata dai pm come ulteriore elemento.

La ricostruzione viene contestata dalla difesa: tramite il legale, Sempio ha già definito assurda l’ipotesi, sostenendo di non aver mai avuto una vera frequentazione con la studentessa.

ricostruzione della Procura: colluttazione, colpi e trasporto al piano interrato

Nel cuore dell’atto della Procura viene delineata una sequenza scandita da fasi successive. Secondo l’accusa, Sempio avrebbe iniziato con un’aggressione durante una colluttazione che avrebbe coinvolto Chiara Poggi, colpendola con un corpo contundente non ritrovato su fronte e zigomo, fino a farla cadere.

Dopo la caduta, l’ipotesi accusatoria indica che la ragazza sarebbe stata trascinata verso l’accesso alla cantina. A quel punto, quando Poggi avrebbe tentato di reagire portandosi carponi sul pavimento, sarebbero sopraggiunti altri tre o quattro colpi alla testa, provocando la perdita dei sensi.

La ricostruzione prosegue con il trasporto del corpo lungo le scale verso il piano interrato: la Procura sostiene che la violenza sarebbe continuata con ulteriori quattro o cinque colpi alla nuca, anche mentre la vittima sarebbe stata ormai priva di conoscenza. Da tale condotta deriverebbero le lesioni cranio-encefaliche considerate fatali.

aggravanti: crudeltà e futili motivi

Secondo i magistrati, la prosecuzione dell’aggressione su una persona già incosciente costituirebbe il fondamento dell’aggravante della crudeltà. Sul cranio e sul volto di Chiara Poggi, l’accusa indica la presenza di almeno 12 lesioni.

In parallelo, l’aggravante dei futili motivi viene affiancata al quadro complessivo: insieme, tali contestazioni potrebbero, in astratto, condurre a una pena fino all’ergastolo.

prossimi passaggi: interrogatorio del 6 maggio e processo Stasi

La convocazione di Andrea Sempio per l’interrogatorio è fissata per il 6 maggio 2026. I difensori stanno valutando la strategia da adottare, mentre la Procura si prepara a sollecitare la revisione del processo relativo ad Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni.

Le ipotesi accusatorie restano comunque legate all’evoluzione del confronto processuale: si tratta di ricostruzioni che dovranno trovare verifica nel contraddittorio.

figure citate nella ricostruzione

Nel quadro delineato compaiono i seguenti nominativi:

  • Andrea Sempio
  • Chiara Poggi
  • Alberto Stasi
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