Game of thrones, i 2 errori che fecero crollare la serie molto prima del finale
Game of Thrones è diventata una delle serie televisive più discusse anche per il divario tra l’impatto delle prime stagioni e la delusione provocata dalla conclusione. Le critiche rivolte all’ottava stagione sono state molto dure, ma le difficoltà narrative non sono comparse soltanto negli episodi finali. Alcune scelte introdotte nella quinta stagione avevano già ridotto la complessità di personaggi e trame centrali.
Game of Thrones e le prime crepe nella narrazione
Il problema non consiste nel fatto che una serie televisiva si discosti dai romanzi di George R. R. Martin. Un adattamento può modificare eventi, relazioni e percorsi narrativi, purché riesca a proporre sviluppi altrettanto solidi. In Game of Thrones, alcune variazioni hanno invece ristretto le possibilità della storia, sostituendo intrecci articolati con soluzioni meno incisive.
La quinta stagione ha rappresentato un passaggio importante in questo processo. Le trasformazioni apportate alle vicende originali hanno cambiato il destino di personaggi fondamentali e indebolito conseguenze che, nei libri, possedevano una maggiore ampiezza politica e personale.
Game of Thrones e il matrimonio tra Sansa Stark e Ramsay Bolton
Tra le decisioni più contestate figura il matrimonio tra Sansa Stark e Ramsay Bolton. Sansa aveva trascorso anni ad Approdo del Re subendo umiliazioni e manipolazioni, ma proprio quelle esperienze le avevano permesso di sviluppare una crescente capacità di osservare i rapporti di potere e comprendere le intenzioni degli altri.
Il ritorno al Nord avrebbe potuto aprire una fase basata su alleanze, ambizioni politiche e strategie personali. La serie ha scelto invece di concentrare il suo percorso sulle violenze subite durante il matrimonio. Questa impostazione ha generato forti polemiche, anche per il modo in cui gli episodi successivi affrontano le conseguenze del trauma.
Sansa Stark nei romanzi di George R. R. Martin
Nei romanzi, Sansa non viene condotta a Grande Inverno per diventare la moglie di Ramsay. Il ruolo della sposa viene affidato a Jeyne Poole, un’amica d’infanzia di Sansa costretta a fingersi Arya Stark. L’inganno consente ai Bolton di rafforzare la propria posizione e produce effetti indiretti anche sulla vicenda di Jon Snow.
La sostituzione dell’identità modifica una rete complessa di conseguenze narrative. La versione televisiva rinuncia così alla possibilità di mostrare Sansa mentre costruisce gradualmente il proprio potere attraverso la capacità di interpretare le persone e muoversi all’interno dei conflitti politici.
Game of Thrones e il viaggio di Jaime Lannister a Dorne
Un’altra scelta discussa riguarda Jaime Lannister, personaggio che nelle prime stagioni aveva beneficiato di un’evoluzione particolarmente significativa. Dietro l’immagine di uomo arrogante e assassino, la serie aveva mostrato una figura capace di mettere in discussione le proprie convinzioni. La sua trasformazione morale era diventata una delle componenti più interessanti della storia.
Nella quinta stagione, Jaime si reca a Dorne insieme a Bronn per riportare Myrcella a casa. La missione non produce sviluppi proporzionati alla rilevanza del personaggio. Myrcella muore poco dopo il ricongiungimento con il padre, mentre il viaggio non incide sul percorso di Jaime quanto le vicende affrontate nei romanzi.
Jaime Lannister nelle Terre dei Fiumi
Nei libri, Cersei manda Jaime nelle Terre dei Fiumi. Qui il personaggio deve confrontarsi con le conseguenze della guerra, cercare di ristabilire l’ordine e misurarsi con il proprio senso dell’onore. La missione lo costringe anche a fare i conti con la reputazione costruita nel corso della sua vita.
La rappresentazione di Dorne ha ricevuto numerose critiche perché una regione descritta nei romanzi come politicamente articolata viene resa in modo più limitato. I personaggi hanno poco spazio per incidere sugli eventi e la trama non raggiunge la complessità dell’impianto originale. Il nodo non riguarda soltanto gli elementi eliminati, ma anche l’assenza di sviluppi capaci di sostituirli con la stessa efficacia.
Game of Thrones e il declino della profondità narrativa
Il successo internazionale della serie aveva portato con sé un cast apprezzato, una produzione imponente e un pubblico attento a ogni dettaglio. Questi elementi, però, non potevano compensare indefinitamente le debolezze della scrittura. La quinta stagione non è l’unica responsabile dei problemi emersi in seguito, né è possibile stabilire con certezza quale sarebbe stato l’esito delle trame letterarie, poiché gli ultimi due romanzi della saga non sono ancora stati pubblicati.
Le differenze tra libri e serie mostrano comunque come alcune modifiche abbiano ridotto, invece di ampliare, le possibilità narrative. Il finale controverso non è quindi apparso senza precedenti: la perdita di profondità era iniziata quando le decisioni dei personaggi avevano smesso di generare conseguenze altrettanto articolate.
Game of Thrones: personaggi principali coinvolti nelle scelte narrative
- Sansa Stark
- Ramsay Bolton
- Jaime Lannister
- Cersei Lannister
- Jon Snow
- Myrcella
- Jeyne Poole
- Bronn
- George R. R. Martin
- Sophie Turner


