Ex Police contro Sting, guerra per i diritti del gruppo

Giampiero Colossi • Pubblicato il 15/01/2026 • 3 min

Una controversia legale coinvolge una delle band simbolo degli anni ’80, concentrandosi sulla gestione e la ripartizione delle royalties legate ai brani più celebri del repertorio. Al centro della disputa ci sono le modalità di calcolo e attribuzione dei proventi derivanti dallo streaming e dalle piattaforme digitali, con richieste che toccano le basi contrattuali storiche e la possibilità di una revisione alla luce delle nuove dinamiche dell’industria musicale.

gestione e ripartizione delle royalties dei the police

Il contenzioso vede coinvolto il frontman storico e due ex membri della band, con l’obiettivo di chiarire quali quote spettino a chi abbia contribuito ai lavori e agli arrangiamenti originari. Le parti chiedono una rimodulazione delle percentuali previste dai precedenti accordi, sostenendo che i guadagni editoriali dovessero tenere conto dei contributi creativi di ciascun membro, nonostante Sting avesse firmato la maggior parte delle canzoni. lo streaming emerge come la principale fonte di reddito odierna, non contemplata in modo esplicito nei contratti originari.

the police: contesto storico dei contratti

Secondo quanto presentato in tribunale, esisteva un accordo di base risalente al 1977, formalizzato nel 1981 e aggiornato nel 1997 e nel 2016, che prevedeva una condivisione dei ricavi editoriali tra i partecipanti al progetto. Pur con Sting a firmare la maggior parte delle canzoni, Summers e Copeland sostengono di aver fornito contributi significativi agli arrangiamenti e, quindi, di avere diritto a una quota statisticamente prevista del 15% sui proventi editoriali. Il punto cruciale resta la mancata contemplazione dello streaming al momento della stipula degli accordi.

the police: punti chiave della controversia

La richiesta presentata dai due ex membri mira a una reinterpretazione dei contratti del 1997 e del 2016 tenendo conto dell’evoluzione del mercato, in particolare della diffusione del formato digitale e dello streaming. Nei documenti legali si segnala anche un pagamento recente da parte di Sting pari a 870.000 dollari, definito come rimborso per un “pagamento insufficiente storico”, senza aggiunta degli interessi. Nonostante ciò, Sting ribadisce che la quota richiesta non gli sia dovuta per i ricavi da download e streaming riferiti agli altri firmatari.

the police: interpretazione dei contratti alla luce dello streaming

La discussione in aula verte su come rivedere i contratti firmati prima dell’esplosione dello streaming, considerando che questa modalità di fruizione ha trasformato i flussi di reddito nel settore musicale. Si analizza se le norme editoriali debbano prevedere una ripartizione diversa o se i diritti restino vincolati agli accordi storici, anche in presenza di nuove forme di guadagno.

In assenza di una risoluzione immediata, la situazione resta in evoluzione e la gestione dei ricavi continua a rappresentare il fulcro della disputa tra i membri coinvolti.

Tra i protagonisti della controversia emergono tre figure chiave, i cui nomi sono al centro del confronto legale:

  • Sting
  • Andy Summers
  • Stewart Copeland
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