Euphoria perché è meglio che la serie finisca con la terza stagione

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Euphoria perché è meglio che la serie finisca con la terza stagione

Ci sono storie televisive che partono con un impatto forte e una promessa precisa, ma che col tempo smettono di sorprendere e finiscono per pesare. Euphoria attraversa una fase delicata: dopo l’esplosione iniziale del teen drama HBO, la trasformazione dei protagonisti verso l’età adulta non si traduce in crescita narrativa, lasciando spazio a scelte percepite come forzate e ripetitive. La terza stagione, nel momento in cui dovrebbe consolidare temi e personaggi, alimenta invece imbarazzo e frustrazione, facendo emergere un divario sempre più evidente tra ciò che viene messo in scena e ciò che riesce a funzionare.

euphoria 3: quando la storia di east high non evolve

Con il passare del tempo, il racconto perde alcune delle attenuanti che potevano sembrare legate all’età dei protagonisti nella fase iniziale. Una volta tolti corridoi scolastici e quella indulgenza concessa dal fatto che gli adolescenti sono ancora in piena trasformazione, i personaggi legati alla scrittura di Sam Levinson non riescono a compiere un’evoluzione reale. I protagonisti finiscono per apparire manovrati da una sceneggiatura che, puntata dopo puntata, mira a umiliarli invece di approfondirli.

euphoria: esordio in crisi e stagione valutata negativamente

Il percorso della serie ha incontrato un punto di rottura fin dall’inizio: il debutto di Euphoria è stato giudicato disastroso, con una stagione bocciata sia dal pubblico sia dalla critica. Nel quadro attuale, con l’episodio 4, Euphoria 3 sembra risollevare in parte l’equilibrio, ma la ripresa non convince i fan a celebrare troppo presto, perché le ragioni della sfiducia restano forti e radicate.

euphoria 3 e i temi: sex work, dipendenze e relazioni senza profondità

Il problema principale individuato nella stagione riguarda la costruzione dei personaggi e dei loro percorsi. Ogni donna ritratta da Levinson viene descritta come forzatamente associata al sex work, con un’eccezione: Lexi, che assiste alla decadenza delle amiche e della sorella con un interesse poco marcato. La narrazione, in questa prospettiva, finisce per legare i destini individuali a una dinamica ripetuta, lasciando poco spazio a motivazioni credibili o a sviluppi coerenti.

cassie e maddie: cadute nel ridicolo e dinamiche distorte

La trama di Cassie viene presentata come priva di solidità: la sua parabola è osservata mentre scade nel ridicolo, legata al tentativo disperato di diventare un content creator per adulti. Anche l’idea di emancipazione da Nate, dopo la scoperta del debito del marito, risulta sminuita da una narrazione volutamente vuota.

Maddie viene invece definita come una figura che si trasforma in un pappone, mentre la struttura del racconto non apre reali varchi di consapevolezza. Nel complesso, le storie finiscono per essere percepite più come accelerazioni verso l’umiliazione che come costruzione di identità.

rue e jules: droga, strip club e relazioni trattate per immagini

Rue continua a traff icare droga, ma arriva anche a lavorare in uno strip club con donne dal sorriso forzato. Il collegamento tra dipendenza e lavoro viene raccontato senza una motivazione capace di sostenere il peso emotivo della scelta.

Jules è indicata come una sugar baby, e la relazione con il suo sugar daddy non viene sviluppata davvero: il rapporto viene affrontato attraverso grandi immagini estetiche e poca profondità. L’impressione è che il testo privilegi lo sguardo visivo a discapito del contenuto narrativo.

lexi e l’occasione mancata: un dipinto che interrompe tutto

Un passaggio chiave riguarda l’opportunità offerta a Jules di realizzare un dipinto che verrà visto nella soap per la quale lavora Lexi. Invece di diventare un momento di svolta, la scelta viene descritta come un fattore capace di rovinare tutto, senza fornire un motivo ritenuto valido a sostegno dell’accaduto. Anche questa dinamica contribuisce al senso di incoerenza complessiva.

nate jacobs e il giudizio del pubblico: karma e difficoltà di riconoscimento

La figura di Nate Jacobs viene letta anche attraverso una lente moralistica, con chi richiama il karma. Una parte del pubblico, però, fatica a riconoscere la persona in cui Sam Levinson sembra voler trasformarlo, come se il percorso non fosse abbastanza convincente da giustificare la distanza tra partenza e approdo.

euphoria non intrattiene più: provoca imbarazzo e mette a rischio il futuro

Nel complesso, Euphoria viene percepita meno come intrattenimento e più come una fonte di imbarazzo per chi la guarda. Resta presente l’ipotesi di una quarta stagione, ma l’idea prospettata è che, per i protagonisti, sarebbe meglio che HBO si fermasse qui. Dopo aver visto Rue, Maddie, Cassie, Lexi, Jules e Nate diventare giovani adulti, il pubblico dichiara di non volerli vedere ancora.

Personaggi principali citati:

  • Rue
  • Maddie
  • Cassie
  • Lexi
  • Jules
  • Nate Jacobs
  • Sam Levinson
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