Euphoria 3 perché rischia il salto dello squalo

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Euphoria 3 perché rischia il salto dello squalo

Quattro anni dopo la seconda stagione, Euphoria si rialza con un salto temporale deciso e una trasformazione percepibile nel tono. La terza stagione, infatti, colloca i protagonisti cinque anni dopo gli eventi dell’ultima season, portandoli definitivamente lontano dall’età adolescenziale che aveva caratterizzato le premesse iniziali. Questo cambiamento di tempo influenza anche il modo in cui vengono raccontate le storie: l’atmosfera si sposta, i registri si ricalibrano e alcuni equilibri narrativi sembrano mutare in modo netto.

euphoria 3: salto temporale e vita adulta

Nel primo episodio di Euphoria 3 emergono molte figure già radicate nella vita adulta: lavoro, matrimonio e responsabilità diventano lo scenario entro cui si muovono le vicende. Per diversi personaggi, però, il passare del tempo non coincide con una stabilizzazione. L’esistenza continua a essere accompagnata da vizi e tormenti capaci di trascinare verso l’autodistruzione.

Tra gli elementi più evidenti del nuovo quadro narrativo ci sono due linee principali. Già dai materiali promozionali si nota Rue (Zendaya) lontana dal proprio contesto domestico, mentre si fa strada nel deserto messicano e intreccia legami ritenuti pericolosi con la malavita locale. Un percorso che, pur rappresentando un distacco significativo rispetto alle vicende della seconda stagione, risulta collegato a spunti già presenti in precedenza.

Accanto a Rue, anche Cassie (Sydney Sweeney) mantiene un punto di continuità: dopo anni, resta ancora insieme a Nate. Il rapporto viene presentato come segnato da un forte disallineamento interiore, con la componente dell’insicurezza descritta come determinante. Nel quadro che si delinea, Cassie arriva a considerare l’idea di diventare sex worker, rendendo ancora più marcata la sensazione di vulnerabilità e controllo esterno.

euphoria 3: la religione come filo conduttore

Pur con più personaggi in scena, l’asse del racconto sembra ruotare su Rue e Cassie. Sin dall’inizio, un elemento tematico domina l’impostazione complessiva: la religione. Rue comincia a interrogarsi sul senso della fede, mentre viene ripreso un riferimento già anticipato in relazione alla terza stagione: la promessa di un percorso mistico legato all’evoluzione della storia.

euphoria 3: cambio di tono e rischio di incoerenza

Le perplessità emerse guardando la premiere non riguardano soltanto lo spostamento cronologico o il cambiamento di stile in sé. Il punto critico percepito riguarda la distanza rispetto alle atmosfere precedenti, al punto da far apparire alcuni passaggi quasi fuori asse. Lo stile di Sam Levinson, con la sua tendenza a costruire situazioni esagerate e dai toni sopra le righe, era già presente anche nelle prime stagioni. Anche Euphoria 2, del resto, si apriva con un episodio impostato in modo volutamente “folle”.

Questa volta, però, la svolta appare più radicale. Si avverte una forte spinta verso un’impostazione che mette al centro la dimensione crime, evocando l’idea di un effetto simile a una virata in stile procedurale. Allo stesso tempo, la raffigurazione del lusso e della ricchezza assume tratti considerati patinati, vicini al caricaturale, contribuendo a creare un contesto ritenuto troppo surreale per gli standard della serie.

Nel nuovo scenario, sia il percorso di Nate e Cassie, sia quello di Rue nel centro-America risultano connessi alle conseguenze delle azioni dei personaggi. Nonostante ciò, emerge anche una sensazione di eccesso: in alcuni momenti il racconto viene interpretato come parodistico, con l’intento di spingere sulla componente tragicomica. Trattandosi del primo episodio, resta aperta la possibilità di sviluppi più strutturati sul piano emotivo e introspettivo; ciò che domina al momento è una prima impressione orientata a macchiette più concentrate e a una distanza percepita da ciò che la serie aveva costruito all’origine.

personaggi al centro di euphoria 3 nel primo episodio

Il primo episodio concentra gran parte dell’attenzione sulle traiettorie di alcuni protagonisti principali, con linee narrative che definiscono il nuovo equilibrio tematico e narrativo.

  • Rue (interpretata da Zendaya)
  • Cassie (interpretata da Sydney Sweeney)
  • Nate (interpretato da Jacob Elordi)
  • Sam Levinson (autore e produttore)
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