D'Amico e Pupo: il duetto a Sanremo 2026 per un messaggio di unione
Nel cartellone della stagione sanremese 2026, l’attenzione è centrata su un ritorno significativo: un artista noto per la sua cifra provocatoria presenta un brano che mette al centro l’intelligenza artificiale e le sue ripercussioni su creatività e società. ai ai si propone come testo di riflessione, non come tentativo di vittoria, con l’obiettivo di stimolare discussione pubblica e interrogativi sui confini tra innovazione e umanità.
sanremo 2026: dargen d'amico presenta "ai ai"
Il pezzo è emerso da un percorso concepito a puntate e maturato nel tempo, arrivando a una versione definitiva solo dopo una lunga gestazione. Le sonorità richiamano atmosfere tipiche degli anni sessanta, scelte per enfatizzare una fase storica in cui la macchina iniziava a occupare un ruolo centrale. L’uscita del singolo anticipa l’album doppia mozzarella, previsto per il 27 marzo, concepito come una critica mirata al consumismo moderno: si celebra la semplicità, ma si riflette sull’insoddisfazione crescente nonostante l’aggiunta continua di stimoli.
un brano nato circa due anni fa ma sviluppato nel tempo
Secondo l’artista, la scrittura è stata molto iterativa: il testo è stato scritto a puntate e solo successivamente ha trovato la veste definitiva. Questa modalità di lavoro ha accompagnato una scelta sonora consapevole, orientata a dare al pezzo una cornice nostalgica, pur mantenendo una prospettiva critico-contemporanea. L’evoluzione della canzone è stata accompagnata dalla volontà di collocare la riflessione sull’intelligenza artificiale entro una cornice estetica precisa, utile a facilitare il dialogo con l’ascoltatore.
sonorità e significato storico
Le sonorità richiamano i decenni passati per sottolineare un punto di svolta: la macchina diventa forza trainante della società, ma l’uso della musica permette ancora di mettere al centro l’uomo. Il brano è stato pensato per accompagnare un periodo di transizione tra innovazione tecnologica e riflessione etica, con l’intenzione di sollevare domande piuttosto che fornire risposte definitive.
l'atteggiamento sull'ia e i rischi associati
l’ia la vedo come una complicazione. potremmo vivere meglio ma, per ora, preferisco farne a meno. In proposito, è stato citato un episodio recente a torino: una fotografia diffusa dalle autorità è stata modificata con l’intelligenza artificiale, segnale preoccupante di quanto sia difficile distinguere realtà e manipolazione quando le immagini possono essere alterate.
dialogo con la rai e conflitti passati
Durante l’intervista sono emerse domande sulle polemiche passate con la Rai legate a posizioni sul conflitto in medio oriente. Dargen ha chiarito di non nutrire rancori: “non ho niente contro la rai” e ha rimarcato di aver sempre parlato liberamente, senza essere guidato da ordini esterni. Sul palco dell’Ariston, ha definito l’esperienza un momento di sincerità molto esplicita, quasi nudo in pubblica piazza, maturato dal desiderio di essere autentico.
il festival e la serata delle cover
Durante la serata delle cover, il cantante salirà sul palco insieme a pupo e al trombettista fabrizio bosso, per interpretare “su di noi”. L’idea nasce dalla volontà di inviare un messaggio di pace e umanità, sostenuto anche dall’immagine del nuovo album. Sulla copertina compare un collier realizzato con matite di stoffa, simbolo di un approccio alla vita umile e più autentico, in contrapposizione con la logica dell’automazione.
incoraggiare una visione civile e identitaria
In chiusura, l’artista ha ribadito il proprio impegno civile e la volontà di restare fedele a una identità originale anche nel contesto di un festival così rilevante. Il messaggio è quello di uscire dall’osservazione critica per proporre una riflessione aperta e pudica sull’uso responsabile della tecnologia, senza rinunciare alla libertà espressiva.
Nomi principali presenti nel racconto
- Dargen D'Amico
- Pupo
- Fabrizio Bosso
- Carlo Conti
- Aka7even
- LDA


