Cinque serie TV anni '90 che meriterebbero un revival oggi

Giampiero Colossi • Pubblicato il 02/01/2026 • 4 min

serie televisive sperimentali degli anni ’90 da riscoprire

Gli anni ’90 rappresentano uno degli periodi più eclettici e innovativi per la televisione, contraddistinti da una produzione ricca di serie che hanno tentato di andare oltre le formule convenzionali. Molte di queste produzioni, spesso avanzate rispetto ai tempi o troppo di nicchia, sono state poco comprese o abbandonate dal grande pubblico nel momento della loro trasmissione. La loro attualità si rivela oggi in un contesto mediatico dominato da tecnologie emergenti come la realtà virtuale, l’intelligenza artificiale e le identità digitali, che conferiscono a molte di queste opere un rilievo e un interesse crescenti.

serie innovative e dal forte carico psicologico degli anni ’90

vr.5: un’introduzione alla realtà virtuale e alla psicologia digitale

Nel panorama delle serie emergenti del decennio, VR.5 si distingue come esempio emblematico. Trasmessa nel 1995, in un'epoca in cui Internet era ancora agli albori, questa produzione affrontava il tema della realtà virtuale con un approccio profondamente introspectivo. La protagonista, Sydney Bloom, scopre di possedere la capacità di entrare nel subconscio altrui tramite un ambiente digitale. La serie mette in scena uno stile estetico malinconico e un forte contrasto visivo tra il mondo reale e le dimensioni virtuali, creando un’atmosfera inquietante e meditativa. La presenza di una organizzazione segreta introduce un elemento di minaccia costante, rendendo enfatizzata la componente psicologica più che l’azione pura. In un contesto attuale, dominato da sistemi di metaverso e intelligenza artificiale, la serie si rivela sorprendentemente attuale, anticipando tematiche che oggi sono al centro del dibattito tecnologico e sociale.

aeon flux: un esperimento di narrazione e stile

Un’altra produzione di grande innovazione è rappresentata da Aeon Flux, noto soprattutto per la sua trasmissione su MTV e il suo controverso adattamento cinematografico. Questa serie animata, creata da Peter Chung, si caratterizzava per uno stile visivamente disturbante e una struttura narrazione ellittica, ambientata in un futuro distopico estremamente cupo. La protagonista, Aeon Flux, non si configura come una semplice eroina, ma come un personaggio ambiguo e complesso, spesso condannato a fallimenti o addirittura alla morte. La serie rifiutava la linearità e cercava di coinvolgere lo spettatore attraverso sottotesti e situazioni di gioco di potere. La sua natura anti-commerciale ne limitò la diffusione, ma il suo impatto sull’animazione per adulti e sulla fantascienza visiva rimane indelebile. Una possibile re-interpretazione moderna, più libera da compromessi, potrebbe restituire la carica sovversiva che la rese un’opera di culto.

serie basate su atmosfere oscure e tematiche profonde

brimstone: il soprannaturale e l’ambiguità morale

Nel campo delle produzioni con ambientazioni soprannaturali, Brimstone si distingue come esempio di narrazione cupa e complessa. La serie intrecciava il genere procedurale con una mitologia oscura, seguendo un detective condannato all’Inferno che, attraverso un patto con il Diavolo, si impegna a trovare anime in fuga per ottenere la redenzione. La figura di Ezekiel Stone e il suo rapporto con il Diavolo, interpretato con un’ironia tagliente, esprime temi di colpa, punizione e libero arbitrio. La produzione, malgrado la fine prematura causata anche da un’orario di trasmissione poco fortunato, reca in sé un potenziale narrativo e tematico molto attuale per un pubblico moderno più incline ad apprezzare storie ambigue e molteplici sfumature morali.

now and again: una riflessione sulla perdita e l’identità

Più intima e al contempo dolorosa, Now and Again utilizza il contesto della fantascienza per approfondire le tematiche della perdita e della ricerca di sé. La serie narra la storia di Michael Wiseman, che muore e viene riportato in vita in un nuovo corpo più forte e funzionale. Il suo conflitto tra il ruolo di agente segreto e il desiderio di riabbracciare la famiglia evidenzia una sensibilità raramente esplorata in altri prodotti simili dell’epoca. Sebbene ricevette consensi dalla critica, la serie non ebbe una collocazione stabile nel palinsesto televisivo, rimanendo un esempio di narrativa intensa e di qualità.

profit: il protagonista oltre i confini della moralità

Profit rappresenta un esempio di personaggio anti-eroico che anticipa modelli successivi di grande successo televisivo. Jim Profit è un protagonista spietato, cinico e disturbante, incaricato di operare nel mondo degli affari, ma spesso muovendosi oltre i limiti etici. La serie, con la sua rappresentazione di un individuo mosso da ambizioni e desideri di potere, mettendo in luce le difficoltà morali del mondo aziendale, venne percepita come troppo disturbante per il pubblico dell’epoca. Oggi, con una maggiore tolleranza verso i personaggi moralmente ambigui, Profit si presenta come un’opera particolarmente profetica e ancora troppo sottovalutata.

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