Chiara Ferragni replica a Selvaggia Lucarelli: 'La mia non è una assoluzione a metà

Giampiero Colossi • Pubblicato il 16/01/2026 • 3 min
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dopo due anni di esposizione pubblica e accuse controverse, un profilo di punta nel panorama digitale racconta la propria verità, offrendo una lettura d’insieme su come si è consumata una vicenda che ha polarizzato opinioni e dibattiti. il racconto prende le mosse dalla sentenza di un tribunale milanese e si concentra sui passi compiuti dall’interessata per spiegare tempi e dinamiche della vicenda, senza minimizzare errori, ma chiarendo intenti e conseguenze.

chiara ferragni pandoro gate: proscioglimento e spiegazioni

la narrazione si concentra sull’esito del procedimento e sulla verosimile assenza di presupposti per un processo penale. il proscioglimento viene presentato come una soluzione definitiva, con l’annotazione che non vi siano basamenti per procedere penalmente. si sottolinea la necessità di distinguere tra un errore amministrativo e un reato, evidenziando che l’esito non è da interpretare come una conferma di correttezza assoluta, ma come una chiara esclusione di responsabilità penale.

chiara ferragni nel contesto legale: proscioglimento e presupposti

nel primo punto saliente si descrive l’assenza dei presupposti per un procedimento: la decisione afferma che non esistevano elementi sufficienti per portare avanti un processo. si ribadisce che il tema non riguarda una condanna o una rinuncia, ma l’impossibilità di avviare l’iter penale. il linguaggio rimane tecnico e definitivo sul piano giuridico, pur invitando a considerare la complessità della situazione.

chiara ferragni: la versione ufficiale

l’autrice intende mettere in chiaro che non si tratta di una assoluzione a metà, ma di una conclusione priva di basi per l’esercizio penale. la spiegazione centrale è che non esistono state le condizioni necessarie per proseguire il procedimento, descrivendo la sentenza come un atto definitivo che chiude la questione dal punto di vista penale.

chiara ferragni: impatto emotivo e riflessioni

l’intervento riconosce il peso psicologico di un periodo segnato dal silenzio, dal dolore e dalla necessità di difendersi in modo pubblico. si descrive una fase in cui la gestione dell’immagine personale coincideva con una responsabilità assunta per circostanze legate a comunicazioni e promozioni. si precisa che l’obiettivo non è alimentare rancore, ma arrivare a una consapevolezza nuova, frutto di un percorso che ha richiesto lucidità e rispetto della giustizia.

chiara ferragni: risposte alle critiche

in risposta a letture divergenti, si chiarisce che la decisione milanese non è opinabile, ma chiara e definitiva: non è una situazione ambiguamente interpretabile, bensì una constatazione che non esistevano le basi per portare avanti un procedimento penale. l’analisi mira a sgombrare fraintendimenti, offrendo una lettura chiara del contesto e degli effetti sulla reputazione.

chiara ferragni: chiusura e prospettive

verso la chiusura del capitolo, si evidenzia una trasformazione: non rabbia ma una nuova consapevolezza, accompagnata dal desiderio di riprendere la vita privata e professionale con determinazione e senza indugio. il percorso è raccontato come un punto di ripartenza, sostenuto dall’affetto di chi le è stato accanto, tra cui familiari stretti e collaboratori.

nominativi rilevanti menzionati nel testo

  • Chiara Ferragni
  • Selvaggia Lucarelli
  • Marina
  • Francesca
  • Valentina
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