Caterina svela retroscena su Cecchetto e Pezzali: "Non l'ho più rivisto, invece...
Caterina Rappocchio è stata una delle presenze più significative legate alla seconda stagione della serie dedicata agli 883. Il suo ingresso nella storia è collegato al duetto con Max Pezzali sulle note di “Aeroplano”, brano che contribuì a renderla popolare durante gli anni Novanta. Dopo il successo iniziale, la cantante visse una fase professionale intensa, seguita da un’improvvisa interruzione del rapporto con l’ambiente discografico.
Caterina Rappocchio e il duetto con gli 883
Nata nel 1977, Caterina Rappocchio ha raccontato di essere stata scelta da Claudio Cecchetto per interpretare la parte femminile di “Aeroplano”. Al momento della selezione, non conosceva realmente gli 883, anche se l’estate precedente aveva ascoltato ripetutamente “Hanno ucciso l’Uomo Ragno”, diventato per lei il simbolo musicale di quella stagione.
Cecchetto cercava una voce femminile adatta al brano e considerava quella di Caterina particolarmente indicata. In seguito, la decisione fu quella di affiancarla a Max Pezzali nell’esecuzione del pezzo. Il duetto portò la giovane cantante all’attenzione del pubblico e alle posizioni più alte delle classifiche.
Caterina Rappocchio dopo il successo di “Aeroplano”
Dopo l’esperienza con Pezzali e Repetto, Caterina proseguì il proprio percorso musicale. Incise “Favola semplice” e partecipò alla manifestazione “Un disco per l’estate”. La percezione della notorietà arrivò in modo concreto durante un viaggio a Riccione: alla stazione, con il suo consueto zaino sulle spalle, vide grandi immagini con il proprio volto.
La cantante ha ricordato di aver cercato di non attribuire un’importanza eccessiva alla popolarità, consapevole che il successo può essere temporaneo. In seguito propose a Cecchetto un nuovo brano scritto da lei, intitolato “Garibaldi”.
“Garibaldi” e la fine del contratto discografico
Il testo di “Garibaldi” immaginava l’arrivo a Milano di Garibaldi e Anita, intenti a reagire a un comizio in piazza Duomo incentrato sulla necessità di rifare e separare l’Italia. La canzone fu concepita nel 1994, periodo caratterizzato dall’alleanza politica tra Forza Italia, guidata da Silvio Berlusconi, e Lega Nord, guidata da Umberto Bossi.
Il brano sembrava destinato a ottenere un buon riscontro, ma il rapporto professionale con Cecchetto si interruppe. Il produttore convocò Caterina e le comunicò che il gruppo di lavoro non era quello più adatto a lei, proponendo la chiusura del contratto. La cantante tentò di opporsi, senza riuscire a cambiare la decisione.
All’epoca aveva appena 17 anni e non comprendeva pienamente le dinamiche della situazione. Dopo aver cercato nuove opportunità presso altri interlocutori, ricevette diversi rifiuti e iniziò a pensare che potesse esserci una direttiva nei suoi confronti. A distanza di tempo, ha dichiarato di non provare rabbia, anche se le è dispiaciuto non aver più incontrato né sentito Cecchetto.
Caterina Rappocchio e il nuovo incontro con Max Pezzali
Il contatto con Max Pezzali si è rinnovato molti anni dopo, nel 2018, durante la trasmissione “90 Special” condotta da Nicola Savino. Caterina pensava di poter condividere nuovamente il palco con Pezzali, ma le fu comunicato che avrebbe dovuto cantare “Aeroplano” da sola.
Secondo il racconto della cantante, Max non sembrava ricordare le parole del brano. L’episodio le provocò delusione, anche se l’esibizione si concluse positivamente e Caterina considerò questo l’aspetto più importante della serata.
Le principali personalità legate alla vicenda
La storia musicale di Caterina Rappocchio comprende diverse figure legate alla scena discografica, televisiva e politica degli anni Novanta:
- Caterina Rappocchio, cantante e interprete di “Aeroplano” e “Favola semplice”.
- Max Pezzali, voce degli 883 e partner del duetto.
- Claudio Cecchetto, responsabile della selezione e del percorso discografico iniziale.
- Repetto, componente degli 883 nel periodo del successo di “Aeroplano”.
- Nicola Savino, conduttore della trasmissione “90 Special”.
- Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, citati nel contesto politico legato al brano “Garibaldi”.


