Amanda knox a verissimo: messa in carcere come se non valessi niente

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Amanda knox a verissimo: messa in carcere come se non valessi niente

Amanda Knox torna a parlare del delitto di Perugia a quasi vent’anni dalla morte di Meredith Kercher. L’ex studentessa americana, inizialmente condannata per l’omicidio insieme a Raffaele Sollecito e poi assolta, ha affrontato le polemiche sul proprio spettacolo, il tema della violenza contro le donne e i rapporti rimasti con le persone coinvolte nella vicenda.

Amanda Knox ospite a verissimo con la famiglia

Era il 1° novembre 2007 quando Meredith Kercher venne trovata senza vita. In vista del ventesimo anniversario del delitto di Perugia, Amanda Knox ha rilasciato una lunga intervista esclusiva a Silvia Toffanin per la puntata di Verissimo in onda domenica 27 settembre.

Nel salotto televisivo di Canale 5, la 39enne americana è stata accompagnata dal marito Christopher Robinson e dai figli Eureka ed Echo. Durante il colloquio ha ripercorso alcuni aspetti della vicenda giudiziaria e personale che ha segnato la sua vita.

Amanda Knox e le polemiche sullo spettacolo Cartwheel

Knox è stata al centro di numerose critiche per lo spettacolo di stand-up comedy Cartwheel, nel quale porta sul palcoscenico la propria esperienza. La scelta di affrontare la storia attraverso uno show comico ha provocato la reazione della famiglia di Meredith Kercher.

I familiari della studentessa inglese le hanno contestato l’utilizzo della vicenda legata al delitto di Perugia all’interno di una rappresentazione ironica. Amanda Knox ha risposto chiarendo di non fare ironia sull’omicidio. Ha riconosciuto il dolore della famiglia di Meredith, che ha perso una figlia e una sorella nel modo più atroce, definendo comprensibile la loro rabbia permanente. Allo stesso tempo, ha dichiarato di essere dispiaciuta perché i familiari si sentirebbero feriti dalla persona che, secondo la sua posizione, non sarebbe responsabile di quella sofferenza.

Violenza sulle donne e accusa di misoginia

Nel corso dell’intervista, Amanda Knox ha respinto anche le accuse di una presunta banalizzazione della violenza contro le donne. Ha definito falsa l’idea che il proprio messaggio possa normalizzare questa forma di violenza.

Parlando di ciò che le è accaduto, Knox ha affermato di riferirsi anche alla tragedia vissuta da Meredith. Secondo le sue parole, il fatto che molte persone non ricordino il nome dell’uomo che ha violentato e ucciso la studentessa rappresenta una tragedia. Il riferimento è a Rudy Guede, condannato in via definitiva per omicidio e violenza sessuale.

Knox e Raffaele Sollecito sono stati invece assolti dall’accusa di omicidio nel 2015. La donna ha descritto le due storie come accomunate dalla misoginia: Meredith sarebbe stata privata della vita come se non avesse valore, mentre lei sarebbe stata incarcerata come se non ne avesse, nonostante entrambe fossero innocenti secondo la sua ricostruzione.

Il rapporto con Raffaele Sollecito

Tra gli argomenti affrontati c’è stato anche il legame con Raffaele Sollecito. Amanda Knox ha spiegato che tra loro è rimasto un rapporto affettuoso e che continuano a volersi bene.

I due hanno finalmente organizzato il viaggio a Gubbio che avevano programmato per la mattina successiva alla notte dell’omicidio di Meredith. Durante quella giornata era presente anche una delle figlie di Knox. Sollecito spingeva il passeggino della bambina quando un artista di strada gli ha chiesto se fosse sua figlia. Alla risposta negativa dell’uomo, Amanda Knox ha pensato a come avrebbero potuto essere diverse le loro vite.

Il rapporto con Patrick Lumumba

Rimane complesso il rapporto con Patrick Lumumba, accusato da Amanda Knox durante gli interrogatori e successivamente scagionato. In seguito a quell’accusa, Lumumba era stato arrestato, aveva perso il proprio locale e aveva subito ulteriori conseguenze personali ed economiche.

Knox ha raccontato di avergli chiesto scusa, riconoscendo i danni che la vicenda gli ha provocato. Ha anche precisato che le sue scuse non sono state sufficienti per Lumumba.

Le persone presenti nella vicenda e nell’intervista

  • Amanda Knox
  • Meredith Kercher
  • Raffaele Sollecito
  • Rudy Guede
  • Patrick Lumumba
  • Christopher Robinson
  • Eureka
  • Echo
  • Silvia Toffanin
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