5 serie tv insospettabili firmate registi del cinema
Con l'arrivo della televisione nelle case negli anni Cinquanta, si diffuse la sensazione che il cinema potesse affrontare una fase di declino. Invece le due forme hanno continuato a fronteggiarsi e a influenzarsi, generando possibilità narrative sempre nuove. È significativo osservare come registi, abituati al grande schermo, abbiano scelto di raccontare storie anche in formato seriale, a volte conseguendo esiti sorprendenti e suggestivi.
l'incontro tra cinema e televisione
twin peaks – david lynch e mark frost
La serie nata dalla collaborazione tra david lynch e mark frost narra l’indagine sull’omicidio della giovane Laura Palmer, guidata dall’agente dell’FBI Dale Cooper, in una cittadina che appare normale ma cela segreti inquietanti. La costruzione atmosferica e la curiosità investigativa hanno caratterizzato un progetto con estetica e ritmo propri del cinema, trasferiti in formati episodici.
the young pope – paolo sorrentino
paolo sorrentino, già riconosciuto a livello internazionale per il suo stile distintivo, ha portato la sua firma alla televisione con The Young Pope. La narrazione segue Lenny Belardo, interpretato da Jude Law, il primo papa americano nella storia. Il progetto si distingue per una combinazione di ironia, dramma e politica, resa con una cifra visiva che richiama l’andamento di un romanzo filmico. Il successo ha avuto seguito in The New Pope, con John Malkovich al centro della scena.
babylon berlin – tom tykwer
Tom Tykwer ha co-creato Babylon Berlin, un’epopea criminale ambientata negli anni Venti. La serie segue il detective Gereon Rath in un contesto politico e sociale molto vivace della Berlino della Repubblica di Weimar. L’attenzione ai dettagli storici e una messa in scena di grande imponenza conferiscono all’opera un taglio cinematografico, pur essendo strutturata in episodi.
sense8 – le sorelle wachowski
Le sorelle Wachowski hanno ideato Sense8, un ensemble di otto persone sparse nel mondo unite da un legame psichico. Le protagoniste affrontano minacce comuni e questioni legate a identità, amore e connessione globale, guidando lo spettatore attraverso una messa in scena visivamente straordinaria. Nonostante la cancellazione dopo due stagioni, la serie ha trovato una chiusura con uno speciale finale diretto da Lana Wachowski.
the knick – steven soderbergh
The Knick porta sul piccolo schermo l’attenzione **di steven soderbergh** per la precisione stilistica e l’analisi sociale. Ambientata a New York all’inizio del XX secolo, la serie racconta le vicende del primo chirurgo afroamericano dell’ospedale Knickerbocker, offrendo uno sguardo approfondito sulle sfide mediche dell’epoca e sulle ingiustizie presenti nella società dell’epoca.
Nel complesso emergono tratti comuni: una narrazione che trae forza dall’elemento visivo, un’attenzione al realismo storico e una capacità di coniugare ritmi cinematografici con l’approfondimento tipico delle serie televisive. La comune tensione tra grande schermo e linguaggio seriale spinge verso una produzione che valorizza entrambi i mezzi.
Nel confronto tra i progetti summenzionati emergono figure chiave legate ai titoli citati:
- David Lynch
- Mark Frost
- Paolo Sorrentino
- Jude Law
- John Malkovich
- Tom Tykwer
- Lana Wachowski
- Lilly Wachowski
- Steven Soderbergh


